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"Un sasso è caduto in un bicchiere, l’acqua è uscita sulla tovaglia. Tutto qua. Solo che il sasso era grande come una montagna, il bicchiere alto centinaia di metri, e giù sulla tovaglia, stavano migliaia di creature umane che non potevano difendersi. E non è che si sia rotto il bicchiere; non si può dar della bestia a chi lo ha costruito perché il bicchiere era fatto bene, a regola d’arte, testimonianza della tenacia e del coraggio umani. La diga del Vajont era ed è un capolavoro. Anche dal punto di vista estetico."
Dino Buzzati, Corriere della Sera, venerdì 11 ottobre 1963
Ultima modifica di Matteo Cultrera; 08/10/2008 05:49.
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semplice, conciso e soprattutto chiaro !! Quest'anno ricorre anche il centenario del terremoto di Messina-Reggio Calabria del 1908, un'altra tragedia che avrebbe dovuto far capire ad un paese "geologicamente ad alto rischio" il ruolo dei geologi. I nostri rappresentanti invece preferiscono dedicarsi all'APC, alla geotermia e ai cambiamenti climatici. Ma se non siamo nemmeno riusciti a far capire il nostro ruolo sulle cose fondamentali !!!
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Mi ero laureato nel marzo di quell'anno e rimasi letteralmente di ghiaccio!
Anche l'Italia rimase di ghiaccio.
Non uscirono subito le tragiche responsabilità, gli errori tecnici, i silenzi compevoli dei baroni e dei politici.
Andate sui siti del web e conoscerete molte cose che non vengono dette in giro per non fare fare delle figure di autentica merda ad alcuni personaggi politici dell'epoca al potere.
Chi era il mnistro dei Lavori pubblici che non rispose mai alle interrograzioni ed alle interpellanze parlamentari anche dei suoi colleghi di partito ?
Chi fu il politico che andòfra il fango a garantire giustizia e poi fu l'avvocato difensore in tribunale dei colpevoli ??
Chi era il barone che scriveva all'ingegnere progettista: faccia lei la relazione geologica che io la firmo (è agli atti del processo)?
Quanti anni intercorsero prima che i superstiti avessero riconosciuto i loro danni ??
Una pagina nerissima della nostra storia nazionale !!!
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SI...Bella la similitudine di Buzzati però sull'affermazione che "...La diga del Vajont era ed è un capolavoro" ci si potrebbe discutere perchè non era stata progettata per resistere ad un tale evento...quindi forse un pò sovradimensionata...comunque che esteticamente sia un'opera stupenda niente da eccepire.
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comunque che esteticamente sia un'opera stupenda niente da eccepire Questa è un opera stupenda: Oppure questa: e non interferiscono con il delicato equilibrio della natura, ma che una diga possa essere considerata esteticamente un opera stupenda la dice lunga sulla vera ragione di quel disastro.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Cosa c'entrano la pietà e la cappella sistina con la diga del Vajont?! Mi riferivo all'impatto visivo che un'infrastruttura civile di tale entità può dare a chi la vede da vicino...ma forse non ci sei mai stato...
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Cosa c'entrano la pietà e la cappella sistina con la diga del Vajont?! Mi riferivo all'impatto visivo che un'infrastruttura civile di tale entità può dare a chi la vede da vicino...ma forse non ci sei mai stato... Io non sono uno di quelli che guarda a bocca aperta la grande infrastruttura, casomai rimango estasiato: dalla bellezza di una valle alpina, da una parete montuosa ed in genere dall'imponenza della natura. Vedendo una infrastruttura penso, da geologo, alla variazione delle dinamiche naturali che può arrecare, all'impatto di tali dinamiche sulla stessa struttura, sull'ambiente, sulla salute dell'uomo e sulle sue attività economiche, quindi al rapporto costi/benefici, includendo nei costi anche quelli umani ed ambientali. Vedendo la diga del Vajont invece la prima cosa che mi è venuta in mente è stato Longarone, le voci...le urla delle duemila anime, ancora senza giustizia, nei momenti drammatici prima che il vento gli strappasse le vesti e poi la pelle per infine essere sepolti dall'acqua e dal fango..........la raccolta dei loro corpi lungo le sponde Piave messi in fila sugli argini........il dolore dei loro parenti.....l'umiliazione degli stessi costretti a seguire il processo (senza giustizia) lontano dalla loro provincia di Belluno in Veneto per andare fino a L'Aquila in Abruzzo.......Erto e Casso con la storia di soprusi subiti dalle loro popolazioni prima della costruzione della diga, ma soprattutto l'arroganza dei poteri forti, la stupidità di diverse persone che volevano dimostrare a tutti costi, fino alla fine, che l'uomo, con la propria scienza ingegneristica, riesce a domare i fenomeni della natura oltre alla loro incoscienza dettata solo dalla ricerca del profitto a tutti i costi. In quegli anni c'era la corsa a dimostrare di essere capaci di costruire la diga più alta del mondo, un po' come quando a Bologna i signorotti dell'epoca facevano a gara nel costruire la torre più alta della città. Mi fa pena chi è ancora attratto dall'"estetica" di queste infrastrutture come chi vorrebbe il ponte sullo stretto di Messina per lasciare un segno di "civiltà e progresso" di una Nazione......di un popolo agli occhi del mondo e per le generazioni future, un po' come facevano i Faraoni con le Piramidi in Egitto. In Italia così ci potremo vantare di avere un ponte unico in Europa oltre che la mafia, la disinformazione e la corruzione più alta. Mentre in Italia si approva il Mose in Olanda si scarta lo stesso progetto preferendone un altro con un costo di un terzo, anche di manutenzione, ma con la stessa efficacia. Tornando al Vajont sicuramente chi vede l'opera e ne rimane affascinato dalla bellezza estetica e dalla capacità di avere assorbito un impatto simile insulta la memoria delle duemila anime innocenti che hanno perso la vita per colpa di chi ha voluto costruire, sopraelevare a più riprese e collaudare quell'opera oltre a dimostrare, per l'ennesima volta, che siamo un popolo dalla memoria corta che non imparerà mai dagli errori del passato. Io il nodo al fazzoletto l'ho fatto.
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semplice, conciso e soprattutto chiaro !! Semplice, chiaro e diretto è quanto invece ha scritto, caro Alessandro, Gianpaolo Pansa a proposito del seguente articolo su "Patria" di Tina Merlin, la ragazza di Trichiana, nel 1983: "I giorni dopo il Vajont la gente era convinta che la tragedia dovesse essere un punto di partenza per una riflessione collettiva dalla quale partire per cambiare, per mettere in discussione rapporti e metodi. C'erano duemila morti ammazzati, dei quali tutti i poteri portavano una responsabilità diretta o indiretta. La Costituzione era stata messa sotto i piedi e si era rivelata incapace di garantire perfino la vita dei cittadini. Da più parti si proclamava, e si prometteva, che occorreva cambiare rotta. Invece, da allora, le compromissioni del potere politico con quello economico sono state infinite e scandalose. Si sono affinate nella degenerazione di ogni diritto, talchè la democrazia non ha più senso e reale consistenza in questo nostro paese governato da gruppi di potere palesi e occulti, dove uomini della politica e uomini dell'economia vanno sottobraccio a quelli della mafia, del terrorismo, della P2, per sostenersi a vicenda....." Oggi c'è l'emergenza Campania e Saviano scrive Gomorra e Travaglio scrive le stesse cose di Tina Merlin nel libro la scomparsa dei fatti, ma non lo sa neanche lui dato che il suo maestro, a cui lui sempre si è ispirato, Indro Montanelli, insultò la memoria delle vittime del Vajont e la stessa Tina Merlin con un articolo indecente sulla Domenica del Corriere di allora paragonando la Merlin ad uno sciacallo che lucra sulle disgrazie altrui e l'evento ad una catastrofe imprevedibile come un terremoto o un ciclone proprio per citare un esempio di giornalista non al servizio del potere (ma và)....... Grazie a Matteo Cultrera per aver ricordato l'evento ma forse l'articolo di Buzzati non era proprio il più adatto, soprattutto perchè l'opera non può essere definita come testimonianza della tenacia e del coraggio umano, un capolavoro anche dal punto di vista estetico. Più adatto è invece ciò che scrisse la grande Tina, l'unica giornalista che ha seguito con passione e partecipazione l'intera vicenda, nel silenzio complice della stampa di allora compreso Dino Buzzati, definendola (l'opera e gli abitati evacuati di Erto e Casso), nel 1983, con queste parole: "Resterà un monumento a vergogna perenne della scienza e della politica. Un connubio che legava strettissimamente, vent'anni fa, quasi tutti gli accademici illustri al potere economico, in questo caso al monopolio elettrico SADE, che a sua volta si serviva del potere politico, in questo caso tutto democristiano, per realizzare grandi imprese a scopo di pubblica utilità, si fa per dire, dalle quali ricavava o avrebbe ricavato enormi profitti. In compenso il potere politico era al sicuro sostenuto e foraggiato da coloro ai quali si prostituiva. La regola era, ed è ancora, come in tutti gli affari vantaggiosi, quella dello scambio........... Ho un debito verso gli ertani: raccontare la loro storia. Oggi, dopo vent'anni in cui l'Italia e gli italiani sono stati offesi, umiliati, tiranneggiati, uccisi in mille altre maniere, forse questa storia sembrerà una delle tante "casualmente accadute". Forse più "pulita" di quelle che accadono oggi. Ma non è così. Assomiglia molto a quelle di oggi. E' contrassegnata dallo stesso marchio: il potere e dall'uso che ne fanno le classi politiche e sociali che lo detengono".
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Vedo che l'argomento è ancora attuale... ci sono molte cose da dire, sarebbe utile aprire una tavola rotonda per sviscerare almeno parzialmente l'argomento. -Ci sono aspetti POLITICI: opera progettata inizialmente nel periodo fascista, poi rivista e ampliata, con l'Italia in crescita economica (da vedere poi le commissioni di collaudo); -UMANI: 2000 montanari contano, a livello di media, molto meno delle 1400 vittime del Titanic o dei 3000 dell'11 settembre! -GIURIDICI: i processi hanno consentito veramente che giustizia fosse fatta? -ECONOMICI: la SADE era un'azienda privata. Con la nazionalizzazione dell'energia elettrica alcune verifiche sono "saltate" (la diga è stata venduta prima del terzo collaudo ...); GIORNALISTICI: la stampa di allora (come oggi del resto) era sostanzialmente schierata. E' vero, buona parte democristiana; la Merlin, invece, era schierata a sinistra. Ricordo che nei decenni prima del 1963 ha scritto 5 articoli (non mi sembrano poi molti, se paragonati alla produzione letteraria post-Vajont..) senza per'altro mai far riferimento a longarone (del resto era giornalista, non un tecnico...). Il Gazzettino, il giornale più diffuso nell'area, faceva riferimento alla SADE. -SCIENTIFICI: solo con il lavoro di Hendron del 1985 (Hendron AJ, Patton FD (1985) The Vaiont slide, a geotechnical analysis based on new geological observations of the failure surface. Tech Rep GL-85–5, 2 vols. Department of the Army, US Corps of Engineers, Washington, DC) e con l'articolo di Tika del 1999 (TIKA, T.E. & HUTCHINSON, J.N. (1999). Ring shear tests on soil from the Vaiont landslide slip surface. Geotechnique, 49, 59-74.) si è compresa la reale dinamica del fenomeno.
Il mio intervento è volto soltanto ad una piccola riflessione: quante volte vi è capitato di essere interpellati soltanto quando la situazione diventa critica? Quante volte vi è capitato di essere sottoposti a "stress" da parte di committenti o progettisti perchè i risultati del vostro lavoro li induce a rivedere i progetti, le bonifiche, i costi, i ricavi?
Dal Vajont io devo imparare ancora molte cose ...
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Matteo sinceramente mi dispiace che su tale argomento solo in 4 siamo intervenuti, poichè da tale vicenda si possono trarre spunti per discussioni veramente significative e rapportarle su quanto accade ancora oggi. Su una cosa che dici comunque non sono d'accordo e riguarda il ruolo della Giornalista Tina Merlin. Non so quanti articoli avesse scritto prima dell'evento catastrofico, non credo che tu te li possa ricordare in quanto vedo che sei nato circa una decina di anni dopo, forse non ne sei informato come me, ma mi basta considerare che in uno dei sui articoli fu denunciata per procurato allarme e prova minimamente ad immaginare quanto potesse essere difficile per una donna di allora, per giunta comunista, accedere alle informazioni dei Palazzi di Potere, andare al Ministero dei Lavori Pubblici a Roma e reperire informazioni su quanto stessero facendo, eppure fu l'unica che con coraggio lo fece. Un po' come accade adesso quando condannano Travaglio per diffamazione contro Previti (una persona poi condannata per corruzione) e liberano Del Turco che viene confermato Consigliere Regionale. Gli altri giornalisti di allora, invece, dopo colpevoli silenzi sentenziarono sull'accaduto in maniera clamorasamente errata portando a crede l'opinione pubblica che si era trattato di un evento naturale ed imprevedibile. Lei stessa rimase profondamente delusa dal comportamento dei suoi colleghi dicendo sostanzialmente che si poteva avere simpatia o antipatia per il giornale su cui lei scriveva ma non si poteva negare l'informazione ai cittadini, tanto più che la stampa straniera ne diede invece ampio risalto (Times, New York Times, Le Monde, New York Herland Tribune ecc) alle "rivelazioni" da lei scritte sull'Unità e addirittura la TV francese di De Gaulle (non certo comunista) la intervistò cosa che mai fece la RAI. Quindi onore al merito della Giornalista, magari averne ancora di Giornalisti come lei. Tutto ciò che è stato accertato dopo, dal punto di vista tecnico, nulla toglie alla grossa denuncia ed all'importante lavoro svolto dalla Giornalista Merlin, neanche il libro di Edoardo Semenza. Vi consiglio di leggere con attenzione, comprese le note, Sulla Pelle Viva. La sostanza è che per un fatto economico non si doveva portare l'invaso a quella quota per il terzo collaudo, tanto più che si sapeva che nel caso in cui veniva giù tutto il corpo di frana individuato, pur accettando che la diga avesse tenuto all'impressionante impatto, parte dell'acqua si sarebbe riversata oltre interessando Longarone. Arrivati a quel punto non si poteva più evitare la catastrofe.
Sulla tua riflessione posso aggiungere che lavorando da un po' di anni per le Pubbliche Amministrazioni, mi capita sempre più spesso di vedere lavori palesemente fatti per accontentare il committente, addirittura relazioni fatte a posteriori su progetti di fondazione già eseguiti ed adattate a queste o altre cose del genere fatte soprattutto non da quei professionisti che fatturano poco ma da quelli che lavorano di più. Ma la cosa che mi meraviglia è il comportamento degli Ordini Professionali che ti possono cancellare dall'Ordine per morosità e adesso per l'APC e nenche ti sospendono quando sei rinviato a giudizio o addirittura condannato per aver dichiarato il falso. Il discorso è sempre quello l'uso incivile che in Italia si fa del potere da parte delle classi politiche e sociali ai fini del solito profitto a beneficio dei soliti pochi. Ma siete andati a controllare sul sito della Funzione Pubblica quanto hanno percepito nel 2006 e nel 2007 alcuni dipendenti pubblici per incarichi "extra"? C'è un ing. del Provveditorato alle OO.PP. di Milano che nel 2006 ha percepito quasi 500.000 euro e non è l'unico, solo per quanto comunicato poi da quella Amministrazione, senza contare altre entrate non riportate, capite adesso dov'è l'anomalia tutta italiana?
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