e bravo Alex

vedo che hai approfondito con serietà la storia dell'evento. Concordo con te su tutto quello che hai detto, alla parola davvero!
Io ero piccolo all'epoca del fatto, mio padre mi accompagnò a vedere la desolante solitudine degli zombi che cercavano inutilmente superstiti tra il fango, mi ricordo dei corpi gonfi che si impigliavano nelle prese del Piave a Nervesa, tra le acque torbide.
Ho poi avuto modo di vedere gli anni della disperazione di quelli che avevano perso qualcuno, molti di loro persi nell'alcool e nella pazzia, chè spesso si pensa troppo ai morti che non soffrono più e poco ai sopravissuti che devono tirare avanti.
Più tardi ancora e fino a qualche anno fa la domenica andavo spesso nella palestra di arrampicata di Erto, a 200 metri dalla diga ed a distanza di tanto tempo non riuscivo ancora a guardare con occhio tecnico ed estasiato quell'opera umana sporca di sangue di 2000 innocenti.
Al, senza polemica, ma paradossalmente se la diga avesse ceduto forse (il se è d'obbligo) ci sarebbero state meno vittime, in quanto l'acqua non avrebbe rimbalzato sul versante di Erto e Cassa piombando poi come una furia su Longarone, vedi tu l'ironia della sorte!
Purtroppo il Vajont è anche storia di impunità, di cui il nostro paese è particolarmente specialista, un paese dove ancora adesso chi denuncia la verità viene screditato. E da allora niente è cambiato, nè nelle cose nè nelle persone.

un saluto
Dario