l'esperienza di giulia è interessante e rende bene il dilemma tra l'approccio più naturalistico e in un certo senso la maggiore sensibilità a capire ciò che dice il terreno che danno gli studi in geologia, e il vantaggio di posizione e le capacità progettuali dell'ingegneria.
"E credo che la possibilità o meno di trovare un lavoro soddisfacente sia principalmente legata al carattere di ognuno di noi e alla predisposizione a mettersi in gioco". messa così mi sembra ottimistica, purtroppo. ci vuole anche fortuna o faccia tosta o conoscenze, più magari il lusso di poter andare avanti con redditi bassi...
se conto tra gli amici dell'università quelli che fanno i geologi e sono anche contenti loro lavoro, non sono d'accordo con giulia, ma con vm e blizzard.
parafrasando chi diceva che nel tracciare i limiti di caduta massi bisogna immaginare di abitare lì, nel dare un consiglio a uno studente bisogna pensare che sia il proprio figlio.