Caro m_geo, accetto le tue critiche, anche se discutibili, ma secondo me perdi di vista un problema fondamentale:
- gli standards vogliono rappresentare una linea guida per tutti, anche per gli iscritti emergenti e quindi meno esperti;
- i più esperti, sicuramente dotati di un bagaglio di esperienze maturate nel corso dell’esercizio della professione, fanno già riferimento a quanto previsto dagli standards in quanto questi ultimi non sono altro che l’esplicitazione di quanto dettato dalla normativa vigente.
Per quel che riguarda la “discrezionalità” da parte del professionista non bisogna dimenticare che il caso più significativo di tale termine si ha quando la norma stabilisce solo lo scopo che deve essere conseguito ma non disciplina, o disciplina solo in parte, i modi per conseguirlo, lasciando così al professionista un discreto margine di scelta al riguardo. Nel nostro caso la discrezionalità esiste ma deve essere contenuta nell’ambito di variabili che devono garantire la qualità e la buona riuscita del lavoro e, in più, devono essere condivise dagli Enti competenti di controllo.
Valida l’opinione che l'Ordine debba convocare riunioni ufficiali sistematiche per il libero dibattito, ma la partecipazione fisica a frequenti incontri potrebbe costituire un onere temporale ed economico per gli iscritti; data la possibilità di poter interloquire telematicamente con tempi ridottissimi e a costo minimo, perché non approfittare di scambi tramite posta elettronica come noi stiamo facendo in questo momento?
L’Ordine non è arroccato sulla montagna, sta divulgando una proposta accettando suggerimenti e critiche anche incisive che possano consentire l’elaborazione di un documento definitivo.
Fabio