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Caro m_geo, accetto le tue critiche, anche se discutibili, ma secondo me perdi di vista un problema fondamentale:

- gli standards vogliono rappresentare una linea guida per tutti, anche per gli iscritti emergenti e quindi meno esperti;
- i più esperti, sicuramente dotati di un bagaglio di esperienze maturate nel corso dell’esercizio della professione, fanno già riferimento a quanto previsto dagli standards in quanto questi ultimi non sono altro che l’esplicitazione di quanto dettato dalla normativa vigente.

Per quel che riguarda la “discrezionalità” da parte del professionista non bisogna dimenticare che il caso più significativo di tale termine si ha quando la norma stabilisce solo lo scopo che deve essere conseguito ma non disciplina, o disciplina solo in parte, i modi per conseguirlo, lasciando così al professionista un discreto margine di scelta al riguardo. Nel nostro caso la discrezionalità esiste ma deve essere contenuta nell’ambito di variabili che devono garantire la qualità e la buona riuscita del lavoro e, in più, devono essere condivise dagli Enti competenti di controllo.

Valida l’opinione che l'Ordine debba convocare riunioni ufficiali sistematiche per il libero dibattito, ma la partecipazione fisica a frequenti incontri potrebbe costituire un onere temporale ed economico per gli iscritti; data la possibilità di poter interloquire telematicamente con tempi ridottissimi e a costo minimo, perché non approfittare di scambi tramite posta elettronica come noi stiamo facendo in questo momento?

L’Ordine non è arroccato sulla montagna, sta divulgando una proposta accettando suggerimenti e critiche anche incisive che possano consentire l’elaborazione di un documento definitivo.

Fabio

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Originariamente inviato da: fabio melchiorri
Per quel che riguarda la “discrezionalità” .....Nel nostro caso la discrezionalità esiste ma deve essere contenuta nell’ambito di variabili che devono garantire la qualità e la buona riuscita del lavoro e, in più, devono essere condivise dagli Enti competenti di controllo.


Anzitutto grazie per la risposta.

Nel merito, la discrezionalità o c'è o non c'è. Non è possibile affermare che esiste...ma...
Il punto degli standards è proprio qui. Apprezzo il vostro intento di "garantire" un prodotto di qualità, ma l'Ordine non può frapporsi in un rapporto privatistico di lavoro tra professionista e committente. Il professionista risponde del suo operato e non l'Ordine. E' il professionista che presenta una offerta economica/tecnica e non l'Ordine. Il professionista risponde di tutto questo e l'Ordine di cosa risponde se entra nel merito di cosa il documento geologico debba contenere? Sarà l'Ente e solo L'Ente, come fanno le ferrovie, che deve emanare delle specifiche tecniche per gli elaborati che richiede.
Questo perchè siamo sempre in Italia!!! Che l'Ordine imponga agli Enti di produrre delle specifiche tecniche a cui l'incaricato deve rispondere ed essere pagato in rapporto. Ecco, questa è la strada e non viceversa.
Ti rendi conto che l'approccio è completamente diverso?
Stai cercando di facilitare il lavoro degli Enti e complicare quello del geologo professionista.
Lascia che i funzionari pubblici si mettano un po' a lavoro, che ne dici?

Ma è mai possibile che un Ordine regionale non vede che il problema non è nei suoi professionisti iscritti, ma nel sistema esterno vedi Università e amministrazioni varie?
Per quanto ancora dobbiamo farci del male?

Comunque, spero che il mio intervento sia di contributo al vostro dibattito e porti una visione diversa, che non credo sia arrivata da nessuno finora.


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..........che il problema non è nei suoi professionisti iscritti, ma nel sistema esterno vedi Università e amministrazioni varie? ....................che non credo sia arrivata da nessuno finora


.... rileggiti qualche post

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Sono convinto che uno standard di lavoro fatto in maniera profesionale sia sicuramente di supporto alla progettazione e così dovrebbe essere sempre (intendo lavoro di qualità e non "certificato geologico"). Forse però alcune "direttive" sono diciamo eccessive. Mi spiego: mi hanno chiesto una relazione geologica-geotecnica per una pensilina. Costo dell'opera € 2000, progetto € 500. Domanda: per seguire lo standard 1 con tutto il tempo e lavoro che richiede + eventuali spese per il pozzetto esplorativo, quanto devo chiedere di parcella?

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perciò lo standard, che tradotto in termini già esistenti sono le SPECIFICHE TECNICHE, te lo deve chiedere l'Ente. Se nessuno te lo chiede vale la DISCREZIONALITA' del professionista che considera il lavoro complessivo (vedi parcella anche).


your neighbour
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E' ormai da mezzo secolo che si parla di standard di lavoro secondo me è sufficiente seguire scrupolosamente ed oculatamente l normativa in vigore la cui data di nascita coincide praticamente con il D.M del 1980 ( mi riferisco alla geologia applicata ed alla geotecnica per le costruzioni).

Ultima modifica di Antonio Scaglioni; 06/11/2008 19:20.
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ecco bravissimo! Questa è la giusta sintesi.

Che l'Ordine del Lazio, e gli altri, si occupino di "educare" gli Enti proponendogli di redarre specifiche tecniche dettagliate e non vaghe richieste semi-tecniche, magari anche concordate (Ordini e professionisti insieme).

Questo significa rilanciare la professione, che necessariamente deve partire dalll'esempio del PUBBLICO e non dai Privati!


your neighbour
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