Notoriamente amministratori e costruttori (con poche eccezioni e per non parlare di certe categorie professionali) non vedono il geologo come un tecnico capace di fornire, attraverso adeguati
studi ed approfondimenti, le indicazioni affinché gli interventi sul territorio siano
effettuati nei siti adeguati e nel rispetto delle esigenze di
sicurezza ma, piuttosto, come un “rompiscatole” che può impedire la realizzazione
delle opere. Questo concetto (avendo tali figure il
controllo dei media) è molto spesso trasmesso anche all’opinione
pubblica, la cui attenzione quando accadono i disastri viene scientificamente deviata dalla ricerca delle cause e dei responsabili verso il pietismo per le vittime - vedi raccolta fondi, mobilitazioni, ecc., che naturalmente sono giustissime ma non dovrebbero essere strumentalizzate.
Anche per questi motivi ritengo che i geologi, soprattutto attraverso il Consiglio Nazionale e gli Ordini Regionali, ai quali non mancano ne fondi né capacità organizzativa, dovrebbero avviare iniziative per rompere questa perversa catena e promuovere un’azione finalizzata alla diffusione della cultura geologica.
Vaugondy