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il sistema baronale è molto potente anche sul geoforum. Argomento di enorme importanza per il futuro della categoria (molte visualizzazioni), ma poche persone (8) intervenute.
Non ci saranno "parcelle" più alte se non si riforma l'Università! Continueranno i saldi, tanto osteggiati da Cascone e altri.
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Per DM effettivamente io mi firmo nome e cognome dal 2000, anno di nascita del geoforum Padova è sicuramente una piccola realtà ma dimostra (con il piano di studi in geologia tecnica) che yes we can. I problemi sono i seguenti (dal mio piccolo e ristretto punto di vista) 1) criteri di selezione 2) durata certa dei contratti, loro ripetibilità nel tempo 3) criteri di assunzione indeterminata 4) stipendi dei vari livelli (assolutamente sproporzionati fra ricercatore e prof. ordinario) 5) fondi per la ricerca (sia di base che applicata) 6) disponibilità al confronto e alla "concorrenza" scientifica (e vi assicuro che spesso la morte delle università e nel chiudersi nella sfera di cristallo, talora nemmeno dorata, e fare finta che non esista altro)
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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sono con la Gelmini, dialogo SI ma con chi difende lo status quo NO!
Allora se non pensate che i Baroni debbano essere rimossi, che ne vengano altri all'interno dell'Università, nuovi e freschi Baroni che possano battagliare i Baroni esistenti.
Ben vengano tutte le nuove materie tecniche approvate dal CUP per il nuovo corso di laurea in Scienze e tecnologie geologiche.
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«I figli dei docenti sono più bravi perché hanno tutta una "forma mentis" che si crea in famiglia» (ripreso dall'articolo).
Commento m_geo. Non direi che sono più bravi in senso assoluto e generale, direi piuttosto che sono avvantaggiati perchè respirano quella materia e hanno un insegnante personale disponibile a tempo pieno. Questo vale per tutti i figli d'arte. Però, anzi spesso, i figli d'arte non sono migliori dei padri proprio perchè non si sacrificano sui libri ma hanno "la pappa pronta".
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molto interessante l'articolo di Sartori sul corriere. Domanda: "Come si rimedia a l'andazzo demenziale dell'Università governato da una valanga di baroncini?"
Risposta: "anticipare l'età pensionabile da 70 a 60 anni. Non per tutti ma per quei baroncini che da quando sono andati in cattedra non hanno mai scritto un libro e anche per coloro che le lezioni le fanno si e no."
Secondo rimedio è l'abolizione del valore legale del titolo di studio, utilissimo oggi per combattere le università cartacee che sono spuntate ovunque e anche delle scandalose lauree "precoci" conseguite in due anni (vedi Kore di Enna che laurea in anticipo il 79% dei suoi iscritti). Anche la luarea breve ha introdotto effetti devastanti.
Tutto molto condivisibile e da fare subito.
Intanto onore al merito a chi cerca di rivalutare il merito.
Forza Gelmini! Vai avanti così!
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Ci sono dinastie baronali quasi centenarie, si verifica facilmente se si ha la pazienza di sfogliare gli annali .
Ma si verificano così solo le dinastie in linea maschile e per facoltà perchè ci sono anche quelle che si trasfericono da una facoltà all'altra ( ed allora si crede siano casidi ominimia) ed infine quelle in linea femminile e per queste le difficoltà per verifcarle sono anocra maggiori.
E' vero che i figli d'arte hanno vantaggi sugli altri alla partenza ma non per l'abito mentale ma perchè hanno spinte maggiori.
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Baroni si, Baroni no, siamo ancora sotto il R.D. 31.8.1933, n.1592, art. 167. Stop! E poi vogliamo essere competitivi con le università straniere ..............e abbiamo ancora gli ordini professionali ..... e sventoliamo la bandiera blu europea dappertutto ...... (solo per mangiarci i fondi) 
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Con la scusa dei baroni si vuole smantellare l’università!! Ad oggi le uniche cose che sono state fatte sono i tagli e le fondazioni. Se veramente si vuole discutere di università la prima cosa da fare è ritirare il decreto sull’istituzione delle fondazioni. L’istituzione delle fondazioni, oltre a selezionare gli studenti su basi economiche, aggraverà ulteriormente il problema del baronaggio. Ci vuole onesta intellettuale per affrontare il problema.
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Con la scusa dei Baroni, si vuole smantellare l'università dei Baroni. Così sono d'accordo.
1) I tagli sono vitali: tagliare a chi spreca e dare a chi lavora. 2) le fondazioni ragioneranno in funzione del merito sia dei professori, che non potranno utilizzare l'università come personale centro di potere, sia per gli studenti, che avranno una migliore preparazione. Non possono coesistere Baroni e Fondazioni, sono in palese contraddizione.
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