ma Alex, stai ragionando in termini "lobbistici" scusami tanto!
risponderò a tutti i tuoi punti ma prima al punto sul tempo di ritorno di 200 anni. Ti garantisco, ma è evidente a chi fa le analisi idrauliche, che la teoria probabilistica sui tempi di ritorno è funzionale a delle esigenze tecnico/economiche. Considerare, ad esempio, un tempo di ritorno di 200 anni, e non di 2000, significa che si accetta un rischio più o meno sopportabile, a fronte di un costo dell'opera inferiore (rispetto ad una progettazione per TR 2000 anni). Tutto qui. Il discorso alla fine prende in considerazione i costi di un opera.
Ecco, questo manca ad un buon tecnico e noi geologi dobbiamo acquisire il concetto di COSTO/BENEFICIO. Un buon tecnico che si rispetti ha ben chiaro questo concetto, che è il suo obiettivo principale.
Avrei comunque preferito l'intervento di qualche consigliere di Ordine Regionale o del Consiglio Nazionale.....
Si vede che l'argomento non interessa affatto.....mah
Sto ragionando in termini lobbistici?
No cerco di ragionare come geologo, se ha ancora senso tale termine che indica una precisa figura professionale. Poi anzi se ci accusano di qualcosa è proprio del fatto che non siamo uniti nel difendere la categoria, come invece lo sono altre categorie, quali quella del geometra, dell'ingegnere o degli avvocati (mi è stato detto recentemente anche da parte di un politico che non ha trovato forza nella categoria per avanzare la proposta di un Servizio Geologico Regionale).
Le analisi idrauliche...........diciamo magari verifiche idrauliche per usare una terminologia più corretta.
Forse non hai capito ma quando mi riferisco ad un Tr di 200 anni io lo considero (come geologo) troppo elevato e non troppo piccolo. A tale valore logicamente corrisponde una portata elevata a cui devono corrispondere opere di contenimento "grandi" che spesso comportano una forte modificazione dello stato dei luoghi con un impatto ambientale notevole (sovradimensionamento degli argini, rettifiche e calibrature d'alveo, forti disboscamenti, ecc.).
Una volta la regola era il franco di un metro rispetto alla quota di sormonto dell'ultima piena, la quale, di certo era più recente dei 200 anni. Paradossalmente era un modo di intervenire più cautelativo e meno impattante. A contenimenti elevati corrisponde poi un danno potenziale elevato.
Un conto è una rotta d'argine di un argine modesto ed un conto è una rotta d'argine di una "sberla" d’argine, che spesso avviene non per sormonto ma per sifonamento o filtrazione, chiaro l'esempio?
Poi è da considerare l'evoluzione del corso d'acqua legata alla sua dinamica naturale, che dipenderà da tanti fattori, che porterà il proprio alveo nell'arco di 200 anni a subire notevoli modifiche.
Stabilire un Tr 200 anni è classico di una mentalità tecnicistica che considera il corso fluviale immobile come un canale artificiale, è caratteristico di chi non si pone il problema dell'evoluzione nel tempo e della storia passata del corso d'acqua.
Ho un esempio dalle mie parti dove in una zona di delta, su un vecchio paleoalvo del corso fluviale è stato realizzato (per mancanza di cultura geologica) un porticciolo turistico, questo fu inondato (ca. 16 anni fa) per sifonamento dell'argine, posto sopra il paleoalveo a seguito di una piena stimata con Tr 25 anni, ed ora con le opere di contenimento previste con Tr 200 anni si andranno ulteriormente ad innalzare le arginature (mai sormontate da piene prima) ed in caso di grossa piena potrebbero verificarsi danni ancora più elevati, alle strutture ed infrastrutture limitrofe, rispetto a 16 anni fa.
Ora dimmi qual'è a questo punto il rapporto costo/benefici che i buoni tecnici ingegneri hanno valutato quando non si ha ben chiaro quello che potrebbe accadere in futuro con opere del genere quindi non si conoscono i reali benefici delle opere, mentre tra disboscamenti, eliminazione della barra di foce, allargamenti d'alveo e sovralzo delle arginature già si conoscono i costi (anche ambientali)? Un fiume, è bene ricordarlo, non è un canale artificiale!
Questa è mancanza di cultura geologica.