Fino ai primi anni Ottanta gli ambientalisti erano visti quasi come dei visionari, poi la cultura ambientale si è diffusa tra i cittadini con tutti i vantaggi che conosciamo (naturalmente non mi sfuggono gli eccessi).
Per la cultura geologica credo possa valere lo stesso discorso. Se nelle scuole medie e superiori invece di limitarsi a qualche lezione di mineralogia e cristallografia insegnassero qualche nozione di geologia (in senso lato quindi idrogeologia etc. senza necessariamente costringerli a imparare a memoria le formule di Ventura, Giandotti, Viparelli, Pasini …) spiegando ad esempio, i processi di evoluzione dei paesaggi e i motivi dell’estrema fragilità geologica del nostro paese, ritengo che pian piano si diffonderebbe tra i cittadini (tra i quali si scelgono gli amministratori) una nuova consapevolezza. Sono certo ne conseguirebbe anche una risposta differente dell’opinione pubblica verso i problemi che ben conosciamo e quindi una pressione maggiore verso la ricerca di soluzioni.
Questo era il significato di cultura geologica (molto schematico e ovviamente se ne possono dare tanti altri) e su questo credo si possa fare molto specialmente se se ne convincono il CNG e gli OO.RR.– non volevo certo portare acqua al mulino di coloro i quali ritengono che il geologo sia esclusivamente un naturalista e (ancora oggi) organizzano i programmi universitari con questa logica.
Mi rendo conto di come sia lunga la strada ma un giorno o l'altro bisognerà pur iniziare.
Vaugondy