Cercherò di recuperare quanto scritto dal geologo che aveva previsto il pericolo di un innalzamento del livello d'invaso pe problemi di stabilità del versante.
Da qualche parte, tra le mie scartoffie esiste.
Se non trovi lo scritto te lo posso indicare io:
DATEI C. (2005) Vajont, la storia idraulica. Cortina, Padova. pp. IX, 137 p. (
http://www.libreriacortinapd.it/indexFRM.html)
In realtà la quota di 700 m come valore di sicurezza (furono raggiunti i 710 m) fu definita sulla base del modello fisico (sviluppato in scala 1:200) dall'
ingegner prof. Augusto Ghetti, processato e poi assolto. La "dimenticanza" della quota 700, secondo alcune fonti giuridiche, è legata ad una serie di circostanze, come la morte del progettista Carlo Semenza e alla nazionalizzazione della centrale da SADE ad ENEL, durante la quale furono "bypassate" alcune consegne.
Altre scartoffie che fanno riferimento a quanto affermato sono:
SEMENZA E. (2001) <<La >>storia del Vaiont raccontata dal geologo che ha scoperto la frana. Tecomproject, San Bartolomeo in bosco. pp. 279 p.
CARLONI G. C. (1995) Il Vaiont trent'anni dopo. Esperienza di un geologo. CLUEB.
Il film, molto bello a mio avviso, è un film, appunto. Non un documentario, altrimenti chiamavano Piero Angela o il buon Mario Tozzi a girarlo.