Originariamente inviato da: geodario
Caro M-geo
credo che Alessandro non abbia mai negato il fatto che un professionista geologo deve essere un buon tecnico. Sta solo dicendo che forse non basta in una situazione come quella odierna dove la nostra figura sociale rischia di scomparire. E poi permettimi, tu dici che l'approccio che parla di "cultura geologica" è di tipo "lobbistico", secondo me è assolutamente vero il contrario. Si rischia di favorire di più una deriva lobbistica essendo troppo e solo tecnicistici. Un grande tecnico del passato (Terzaghi?) diceva più o meno che il grado di sviluppo di una società si può esprimere con la ben nota relazione E=mc2 dove m=grado di conoscenza tecnica acquisita e c=livello della sua diffusione.
Quando l’italiano medio confonde il geologo col teologo o archeologo o rabdomante, mentre non ha dubbi su chi sia l’architetto e l’ingegnere forse manca proprio un po’ di “cultura geologica”.

Un caro saluto

dario


Non voglio assolutamente negare l’importanza delle materie "tecniche" applicative anzi, insomma per me sarebbe proprio un controsenso sia come formazione scolastica (diploma da perito tecnico industriale) e universitaria (con gli esami sostenuti in geologia applicata, geotecnica, idrogeologia, geofisica mineraria...... e tesi in idrogeologia, con aspetti di geochimica isotopica ed applicazioni statistiche), sia come esperienza lavorativa da libero professionista e poi in strutture amministrative come il Magistrato per il PO, le Opere Marittime ed il Genio Civile Provinciale, a contatto con ingegneri edili e soprattutto idraulici........ma la mancanza di cultura geologica in Italia è nota e non sono assolutamente io il primo a dirlo.....altrimenti è difficile spiegare come mai si sia costruita una università di medicina, un ospedale e numerose abitazioni, ad Ancona, sopra una frana nota in letteratura già dai primi del 900 ma non agli amministratori. Poi, per giustificare tale ”ignoranza”, a mitigazione delle responsabilità, sono intervenuti illustri accademici che si appellarono ad improbabili cause scatenanti le quali hanno dato luogo a pubblicazioni divertenti con tanto di presa in giro, come il testo del prof. Paolo Colosimo “Effetti psicobiopaleontologici dell'inquinamento da TMLN sulla frana Barducci in Ancona” (Uberto Crescenti, che si occupò della frana si sa è nato come paleontologo), e ciò fa capire che la malafede può trovare terreno fertile nell’ignoranza.
Un altro esempio classico di ignoranza geologica, direi “didattico”, è l’aver traforato con due tunnels il Gran Sasso d’Italia nell’alto idrostrutturale della falda acquifera più importante dell’appennino, che neanche a farlo a posta uno ci sarebbe riuscito ed anche qui c’è chi afferma, avvalendosi dell’ignoranza del cittadino medio italiano, che comunque si sarebbe bucato il Gran Sasso ci sarebbe stata tanta acqua, ignorando completamente la geologia che ci dice invece che a qualche chilometro dalla zona dei trafori è presente una formazione flyschoide e non carbonatica e questo senza nemmeno fare sondaggi ma solo leggendo le carte geologiche già allora pubblicate!
http://www.geologia.com/articoli/idro/massoli.html .
“Inoltre riteniamo, proprio alla luce dei tanti dati oggi esistenti, che con molta probabilità qualsiasi galleria attraversante il massiccio del Gran Sasso avrebbe intercettato comunque la falda e sempre copiosamente”.
Ma di esempi, compreso il Vajont e di più recenti, attuali, ce ne sono moltissimi.......
Detto questo e fatte le dovute distinzioni tra chi ci fa o chi ci è, risulta necessario ribadire l’importanza di una cultura geologica che porterebbe non altro che ad una valorizzazione della figura professionale del geologo che si avvale delle conoscenze tecniche applicative, ora più ad appannaggio di figure professionali come quella dell’ingegnere (come la geotecnica, l’idrologia, l’idraulica...), che però non ci contraddistinguono, viceversa, come sappiamo, non è possibile che l’ingegnere o l’architetto potranno appropriarsi della cultura geologica a meno che nel corso di laurea non inseriscano propedeuticamente alla geologia: la mineralogia, la petrografia, la paleontologia, la sedimentologia/vulcanologia ed il rilevamento geologico/strutturale.

Perchè bisogna rivolgersi agli amministratori (politici e tecnici) magari con convegni alla presenza dei cittadini? Perchè così nelle future decisioni non potranno dire di non sapere e soprattutto di non sapere di chi avvalersi.

P.S. il geologo viene confuso anche con il ginecologo....mi è capitato anche questo. smile

Ultima modifica di Alex-64; 18/11/2008 17:06.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti