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Oggi non ci sono compleanni. |
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OP
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se le università in rosso sono penalizzate è già qualcosa, pure inedito in questo paese visto che il Pubblico, in quanto tale, non si tocca, è autoreferenziale anche se va in rosso.
Nessun accanimento contro la scuola e l'università, solamente contro gli sprechi. La sinistra e la destra che ragionano sono a favore di elevare il livello qualitativo dell'università, vero strumento di riscatto sociale. Elevare il livello qualitativo significa però severa selezione meritocratica, vedi intervento di prima sullo stile anglosassone senza fuoricorso o esami decisi arbitrariamente quando sostenerli.
Poi Brunetta non ha attaccato in modo generalizzato il pubblico, ma solamente quelli che fanno i fannulloni. Non mi sentirei attaccato da Brunetta se non fossi un fannullone, anzi ne sarei lusingato che si fanno distinzioni in base al merito. Credo anche tu abbia amici nel pubblico, di sinistra e destra, quelli di sinistra (non ideologizzati) che lavorano non si sentono affatto attaccati.
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Il sistema anglosassone è, però, eccessivamente pragmatico, come è eccessivamente nozionistico il sistema di insegnamento per certe materie in Italia. Una via di mezzo sarebbe l'ideale. Del sistema anglosassone c'è da apprezzare le regole d'accesso all'università, le facilities fornite agli studenti (visti come elemento vitale di una università) e, per essere estremamente sintetico, le poche regole limpide e chiare che governano l'università stessa. Un'ultima cosa: il sistema universitario anglosassone si perfeziona durante l'era industriale della grande inghilterra. Da qui nasce la sua visione pragmatica delle cose. Il nostro è sempre stato più "classico" e regolato per la prima volta con il regio decreto che conferisce alla laurea valore legale. Anomalia solo Italiana che mette in difficoltà tanti Italiani sbeffeggiati all’estero col titolo di “dottore”.
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OP
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un sano bagno di pragmatismo ci farebbe bene comunque.
L'Università deve essere un luogo serio di istruzione, il sistema così com'è non funziona proprio, non si possono ammettere fuoricorso e non si può scegliere quando fare un esame di un corso che si è seguito. La propedeuticità esiste sulla carta. Mi ricordo, vecchi ricordi ormai, che l'esame di chimica (primo anno) era uno scoglio e si rimandava più in la possibile (avendo frequentato il corso) fino ad arrivare per alcuni all'ultimo esame. La propedeuticità andava a farsi benedire.
Oggi, la scuola come l'università, sembrano diventati luoghi di prevalente socializzazione, nelle mani di studenti che sono lì e si organizzano il tempo. In questo i Baroni ci sguazzano. Non è un luogo rigoroso, ma burocratico e farraginoso che ti fa perdere tempo e soldi. Anch'io difendo il "pubblico", ma deve funzionare. Non si può difendere il pubblico per il pubblico altrimenti è fucina di baronie e assemblee degli studenti.
Gli studenti devono mettersi in testa che devono studiare e duramente pure. Non c'è più tempo per assemblee e occupazioni. La globalizzazione non aspetta, anzi li aspetta al varco.
your neighbour
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Mi sa che alcuni di voi siate delle teste coronate (non so con quante palle).
Se lo siete vi faccio alcune domande.
1° Domanda molto semplice: vi pare ragionevole "pagare" gli studenti perchè si iscrivano a geologia o a qualsiasialtra facoltà garantendo loro comunque la laurea senza tanti sforzi altrimenti i prof si "trovano sul lastrico" ??
2° Domanda altrettanto semplice: quante ore di lezione in un anno hanno l'obbligo di fare i prof. siano essi baroni ( un tempo erano gli unici che si permettevano di non fare lezione garantendo però le lezioni tramite gli assistenti) ma anche più semplicemente vassalli, valvassini e valvassori ?.
Poi dissertate fin che volete stando comodamente seduti sulle vostre comode poltrone a cui giungono incarichi prestigiosi e da cui partono incarichi per i paria avvalendovi di un prestigio che ora spero propria stia per essere ridimensionato.
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Mi sa che alcuni di voi siate delle teste coronate (non so con quante palle).
Se lo siete vi faccio alcune domande.
1° Domanda molto semplice: vi pare ragionevole "pagare" gli studenti perchè si iscrivano a geologia o a qualsiasialtra facoltà garantendo loro comunque la laurea senza tanti sforzi altrimenti i prof si "trovano sul lastrico" ??
2° Domanda altrettanto semplice: quante ore di lezione in un anno hanno l'obbligo di fare i prof. siano essi baroni ( un tempo erano gli unici che si permettevano di non fare lezione garantendo però le lezioni tramite gli assistenti) ma anche più semplicemente vassalli, valvassini e valvassori ?.
Poi dissertate fin che volete stando comodamente seduti sulle vostre comode poltrone a cui giungono incarichi prestigiosi e da cui partono incarichi per i paria avvalendovi di un prestigio che ora spero propria stia per essere ridimensionato.
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Mi sa che alcuni di voi siate delle teste coronate (non so con quante palle). Poi dissertate fin che volete stando comodamente seduti sulle vostre comode poltrone a cui giungono incarichi prestigiosi e da cui partono incarichi per i paria avvalendovi di un prestigio che ora spero propria stia per essere ridimensionato. 
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Penso che la faccina con il punto interrogativo a fianco delle mie frasi significhi che non sono stato chiaro nei confronti di chi volevo rivolgermi .
Ebbene intendevo rivolgermi ai baroni, conti marchesi, vassalli valvassori e valvasisni che leggono il forum e vi scrivono con psudonimi.
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Penso che la faccina con il punto interrogativo a fianco delle mie frasi significhi che non sono stato chiaro nei confronti di chi volevo rivolgermi .
Ebbene intendevo rivolgermi ai baroni, conti marchesi, vassalli valvassori e valvasisni che leggono il forum e vi scrivono con psudonimi. Escludo di far parte di una qualsiasi delle categorie da te indicate: sono solo un umile professionista che non viene in alcun modo stipendiato dall'università ma con la quale sono in contatto ogni tanto per motivi puramente scientifici inerenti il rilevamento geologico.. Chiarito questo ti posso dire che: 1) No, te la devi prendere però con chi ha avuto la geniale idea di rendere autonome le università e di legare spesso i finanziamenti al numero di laureati che riescono a sfornare. 2) Troppo poche: per me i professori universitari dovrebbero prima di tutto insegnare, dovrebbero avere un ruolo ben separato da quello di ricercatore (che deve diventare una figura come minimo di pari dignità e.. stipendio) e dovrebbe essere loro vietato l'esercizio della libera professione. Infine penso che le competenze di prof e ricercatori, in caso di consulenze esterne, dovrebbero essere liquidate direttamente all'Università per finanziare i loro progetti di ricerca e non finire direttamente nelle loro tasche: si eviterebbero così spiacevoli "conflitti" con il mondo della libera professione.
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concordo in toto, però ci sono troppi interessi e i professori sono ben rappresentati in parlamento perché si riesca a svoltare decisamente. Non siamo nemmeno riusciti a demolire la casta dei notai che sono pochi. Il professore universitario ha la possibilità di far tutto magari male a propria scelta: insegnante, ricercatore, professionista e decide anche quanto tempo dedicare ai vari ruoli, lasciando sempre un pò di spazio obbligatorio all'insegnamento. Naturalmente un bravo insegnante deve fare anche ricerca ma non come protagonista assoluto con totale potere decisionale, ma coinvolto in programmi insieme ai ricercatori decisi da appositi organi. Se non sbaglio (non sono uno esperto) attualmente il professore riceve dallo Stato tramite l'università un pò di soldi e decide di fare la ricerca sulla storia della melanzana fritta.
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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