un sano bagno di pragmatismo ci farebbe bene comunque.
L'Università deve essere un luogo serio di istruzione, il sistema così com'è non funziona proprio, non si possono ammettere fuoricorso e non si può scegliere quando fare un esame di un corso che si è seguito. La propedeuticità esiste sulla carta. Mi ricordo, vecchi ricordi ormai, che l'esame di chimica (primo anno) era uno scoglio e si rimandava più in la possibile (avendo frequentato il corso) fino ad arrivare per alcuni all'ultimo esame. La propedeuticità andava a farsi benedire.
Oggi, la scuola come l'università, sembrano diventati luoghi di prevalente socializzazione, nelle mani di studenti che sono lì e si organizzano il tempo. In questo i Baroni ci sguazzano. Non è un luogo rigoroso, ma burocratico e farraginoso che ti fa perdere tempo e soldi.
Anch'io difendo il "pubblico", ma deve funzionare. Non si può difendere il pubblico per il pubblico altrimenti è fucina di baronie e assemblee degli studenti.
Gli studenti devono mettersi in testa che devono studiare e duramente pure. Non c'è più tempo per assemblee e occupazioni. La globalizzazione non aspetta, anzi li aspetta al varco.