concordo in toto, però ci sono troppi interessi e i professori sono ben rappresentati in parlamento perché si riesca a svoltare decisamente. Non siamo nemmeno riusciti a demolire la casta dei notai che sono pochi.
Il professore universitario ha la possibilità di far tutto magari male a propria scelta: insegnante, ricercatore, professionista e decide anche quanto tempo dedicare ai vari ruoli, lasciando sempre un pò di spazio obbligatorio all'insegnamento.
Naturalmente un bravo insegnante deve fare anche ricerca ma non come protagonista assoluto con totale potere decisionale, ma coinvolto in programmi insieme ai ricercatori decisi da appositi organi.
Se non sbaglio (non sono uno esperto) attualmente il professore riceve dallo Stato tramite l'università un pò di soldi e decide di fare la ricerca sulla storia della melanzana fritta.