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Cari colleghi, tutti noi siamo soliti utilizzare in campagna, soprattutto per lavori in aree di difficile accesso, diversi strumenti: martello, mazze, coltelli, accette e macheti e quant'altro, che spesso vengono tenute (e non sempre rimosse ogni giorno) ben riposte nel bagagliaio in contenitori o ripostigli; e siamo soliti fra l'altro recuperare campioni di rocce. Ebbene tutti questi oggetti sono considerati armi improprie e/o proprie secondo il codice penale e in seguito a normali controlli e/o perquisizioni dell'auto da parte di forze dell'ordine si può realmente incorrere in denunce per porto di armi se non precisamente giustificato nel momento preciso del fermo. E il porto di arma propria non prevede la "non menzionabilità" sul casellario giudiziario (quindi ciao ciao incarichi pubblici; però ci possiamo dare alla politica"). Inoltre questo "scherzetto", salvo possedere una assicurazione di tutela legale, ci può costare non poco per tale assistenza legale. Proporrei quindi agli ordini, o al CNG, se possibile di redigere e stilare un documento ufficiale specifico che riporti un elenco di tutti i possibili strumenti, rocce comprese, che il geologo per lavoro può possedere e portare senza rischiare di essere denunciato. Questa è una forma di tutela che dovremmo richiedere per la nostra categoria.
Duccio
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