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i campi della ricerca non credo si limitino solo al rilevatore antonio...
e poi, non vedo pechè sminuire la figura del rilevatore, al mondo tutte le cose sono rette da un equilibrio generale, c'è bisogno sia del rilevatore che del petrografo, che del geologo strutturale, ti ricordo che l'evoluzione della ricerca in tali campi è fondamentale per ciò che poi svolgono i geologi applicati e liberi professionisti...
(Quante volte capita che vengono fatte costruire case su zone tettonicamente attive...la gente si preoccupa della ricerca purtroppo solo dopo i disastri...)
poi per carità, che sia difficile entrare nel campo della ricerca universitaria su questo non ci sono dubbi, ma almeno lasciate sognare quelli come me...io di certo non voglio invecchiare prima del tempo con queste discussioni!
Valentina.
Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano. A Sud di nessun Nord di Charles Bukowski
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Antonio non ha fatto altro che cercare di darti un quadro della situazione.
Io ho cominciato come ricercatore poi.....
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Si ok ma lo capite che la struttura, il numero e l'impostazione di una università che fa ricerca per la ricerca non può essere la stessa che forma professionisti. Penso che il rapporto sia 1:10 se va bene. Quindi se le università non saranno in grado di formare geologi abilitati alla professione, si riduranno di numero e corpo docente. Del mio corso di laurea (al primo anno eravamo in 100 o giù di li) si saranno laureati 30, almeno 4 0 5 sono docenti o ricercatori affermati, 10 fanno forse la professione ma iscritti all'albo saremo in sei o sette.
Ora ho capito che con un minimo di intraprendenza è meglio spostarsi se ne si ha possibilità.Per il resto se Iside vuole fare la Paleontologa, la Cristallografa, bene così. Qualcuno le consigli la sede universitaria migliore e lei faccia i confronti con cosa offre Potenza che magari è valida.
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Valentinite evidentemente non ci capiamo.
In un post di alcuni giorni fa ha scritto che il rilevamento è alla base e che io prima d'iniziare qualsiasi lavoro anche in pianura lo faccio per metodo!
Alla richista di un collega sulla bibliografia inerente il rilevamento ho indicato un bel pò d'autori, italiani e non.
Poi c'è un altro aspetto: una persona dopo che si è laureata ha il sacrosanto diritto di cominciare a lavorare ed a essere autonomo conomicamente .
Se vuole fare invece l'asceta.. faccia pure (fin che i genitori o il marito o la moglie si stancano di mantenerlo/la).
Ciao Antonio
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Iscritto: Feb 2005
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Antonio, ma figuriamoci se volevo criticare le tue esperienze ed il tuo lavoro!! mammina, non sia mai, avrai non so quante decine d'anni di esperienza in più di me! Il mio voleva essere solo un elogio alla ricerca, non di certo un invito a boicottare la libera professione!!
Questa discussione è diventata abbastanza prolissa e piuttosto OFF-TOPIC, spero che ISIDE abbia un'idea su cosa orientarsi almeno...
Valentina.
Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano. A Sud di nessun Nord di Charles Bukowski
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Iscritto: Jun 2003
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Confermo le percentuali di Trossero. Quando mi sono iscritto io eravamo in 77: mi risulta che solo 11 abbiano concluso gli studi, 4 gli abilitati e 1 (il sottoscritto) esercita la libera professione a tempo pieno.
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Iscritto: Jul 2004
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Vorrei rivolgere un’osservazione a quanto dice Enrico Tavarnelli: qui nessuno vuole sminuire il ruolo della geologia classica nella formazione dei geologi di domani… fatto sta, però, che il mondo è fatto di numeri e di proporzioni tra i numeri!!! ergo se il mercato del lavoro è pronto si e no ad assorbire 10 geologi strutturali/rilevatori è inutile perseverare a volerne formare 100!!! dicendo a tutti e 100 che “ce la possono fare”… (a fare cosa?? i disoccupati?? guarda che per quello non c’è bisogno della laurea!!!) il tutto con l’aggravante DI NON AVERGLI VOLUTO DARE LA BENCHÈ MINIMA PREPARAZIONE PRATICO/APPLICATIVA, cosa che permetterebbe almeno a questi ragazzi di “riciclarsi” il giorno in cui si accorgessero che proprio quella strada non va !!!
Ad Enrico vorrei dire che non può assolutamente portare ad esempio il suo percorso, perché chi ti conosce sa benissimo che il tuo curriculum non è esattamente quello del classico “studente medio”, dire che tutti i ragazzi “ce la possono fare” nei tempi e nei modi in cui ce l’hai fatta tu, è un po’ come dire che tutti possono diventare “calciatori di serie A”, sai benissimo che ciò non può essere e, per quanto tu lo faccia in buona fede, questo non gioverà ai ragazzi (almeno al 90% di questi).
Ti faccio presente che parlo con cognizione di causa in quanto negli ultimi 2 anni sono passati per il mio studio ben 4 ragazzi che si sono laureati “da quelle parti” (indirizzo non applicativo) tutti egualmente disperati dopo aver inutilmente cercato un qulche impiego (qualcuno di loro per 2-3 anni… scusa se è poco), tutti con una preparazione tecnico/pratica che oserei definire imbarazzante!!!
Chiedo a Enrico come sia possibile oggi, nel 2005, che un laureato in GEOLOGIA: - quando vede una sonda quasi gli lacrimano gli occhi per l’emozione!!! ovviamente dopo che gli hai detto che quella lì è una sonda!!! - non sa cosa è una prova SPT (neanche “per sentito dire”) nè ha mai visto un penetrometro (figuriamoci poi la differenza tra statici e dinamici) - non sa assolutamente cosa ci si fa in laboratorio sui campioni (anche questo neanche “per sentito dire”) - scambia frequentemente i parametri di resistenza al taglio di un materiale con quelli di deformabilità e viceversa - è convinto che in un SEV l’acqua “si veda bene” e se proprio non si vede è comunque ovvio che l’acqua sta nell’elettrostrato + conduttivo - non conosce la differenza tra Vs e Vp nè i limiti di una sismica a rifrazione (ad es. in caso di interstrati lenti)
Inoltre vorrei fare presente ad Enrico che a ben 2 di quei ragazzi cui è stata data l’abilitazione nel corso dell’ultima sessione d’esame, ovviamente a seguito dell’ottima sezione svolta, ho testè prestato il Colombo perché con il timbro per me ci possono fare quello che vogliono (non ultimo imbrattare i muri) ma per venire a lavorare da me o sai che differenza ci corre tra un modulo edometrico e un angolo d’attrito o nisba!!
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Iscritto: Sep 2000
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E'purtroppo la cruda realtà, la stessa di 45 anni fa ! Felicitazioni! hai fatto proprio bene a dirlo così chiaramente !
Ciao Antonio
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Iscritto: Feb 2005
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Originariamente inviato da GEO STUDIO:
Chiedo a Enrico come sia possibile oggi, nel 2005, che un laureato in GEOLOGIA: - quando vede una sonda quasi gli lacrimano gli occhi per l’emozione!!! ovviamente dopo che gli hai detto che quella lì è una sonda!!! - non sa cosa è una prova SPT (neanche “per sentito dire”) nè ha mai visto un penetrometro (figuriamoci poi la differenza tra statici e dinamici) - non sa assolutamente cosa ci si fa in laboratorio sui campioni (anche questo neanche “per sentito dire”) - scambia frequentemente i parametri di resistenza al taglio di un materiale con quelli di deformabilità e viceversa - è convinto che in un SEV l’acqua “si veda bene” e se proprio non si vede è comunque ovvio che l’acqua sta nell’elettrostrato + conduttivo - non conosce la differenza tra Vs e Vp nè i limiti di una sismica a rifrazione (ad es. in caso di interstrati lenti) Io quest'anno ho fatto il corso di geologia applicata, geofisica, e anche se non ne vado matta ho pensato di fare anche l'opzionale di idrogeologia e quindi queste cose che hai detto me le hanno insegnate più o meno approfonditamente.. Altri miei amici hanno scelto tutti opzionali di geologia applicata e dopo molto probabilmente continueranno in quel campo... ...è chiaro che se mi interessano e voglio continuare in quel campo, dopo prendo la specializzazione... quindi GeoStudio è inutile infervorarsi tanto perchè sta tutto alla scelta dello studente alla fine, non certo è colpa dell'università perchè le basi per fare le tue scelte te le da e come! i due ragazzi che hai portato ad esempio te quindi, probabilmente si erano scelti un percorso sbagliato se poi volevano lavorare su quelle cose!! Altrimenti come ho detto prima, ci sono i corsi che te le insegnano, hanno inventato gli opzionali apposta (hanno i loro pro ma molti contro) e anche se hai ragione in molte cose (e le avresti potute dire con molta più tranquillità^^) ti rivolgo una domanda opposta: perchè infervorarsi sul fatto che degli studenti non sanno cosa sia un sev, un penetrometro, una perforatrice ODEX o qualunque altra cosa di applicato, quando chi esce dal CGT non ha la benchè minima idea della mineralogia e petrografia?? ho guardato gli orari di quest'anno del CGT, adattissimi a chi vuole gettarsi subito nel campo della libera professione appena fuori dell'università, ma mooolto limitati, per chi voglia definirsi "geologo" e per quelli come me che hanno sempre qualche speranza e la voglia di conoscere le cose fino in fondo, partendo dalla "geologia pura"... e io non sto parlando della "ricerca" io parlo proprio della cultura geologica di base!!! Poi se voi volete parlare della situazione ricercatori/liberi professionisti/disoccupati io non ci posso mettere bocca, io parlo della preparazione geologica che uno ha quando esce da altri istituti come il CGT Poi voglio aggiungere una cosa per Antonio, anche se la situazione è rimasta la stessa di 45 anni fa, credo che tu sia uscito moolto più preparato dall'università di quanto non lo faccia un geologo oggi con queste nuove riformucce
Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano. A Sud di nessun Nord di Charles Bukowski
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Tutta l'applicata si riduceva ad alcuni capitoli del Desio edizione 1959, fa un pò tu !.
Ciao e grazie per la notizie circa la pietra bucata.
Antonio
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