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Salve a tutti
mi chiedo: nel caso di calcolo della capacità portante di una fondazione, una platea rigida nello specifico, che ha uno spessore di influenza a rottura che interessa sia strati coesivi che strati a comportamento attritivo, come è opportuno inquadrarne i risultati? Ho calcolato singolarmente la capacità portante per ogni singolo orizzonte e vorrei fare la media ponderata (pesata) di questi risultati per ottenere un valore univoco. Ora, non so se questo sia un corretto approccio, ho consultato diversi testi ma non ho trovato conferme. Un secondo problema è nel fatto che non so bene che peso statistico assegnare al valore di ogni singolo strato per il calcolo della media.
grazie


Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi.

Henry D. Thoreau
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Coesivo su attritivo o attritivo su coesivo?

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Potrei suggerire di mediare i valori dei parametri di coesione e taglio dei vari strati in funzione dello spessore e non la loro capacità portante. Penso comunque che a favore della sicurezza vada scelta la combinazione di parametri più scadente

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Matt,
coem dice il collega a_geo in questo caso si dovrebbero, per vari motivi, ponderare i parametri e non la resistenza finale.
Bowles propone una soluzione per il tuo problema nel caso conosciamo phi' e c' per ogni strato, si tratta di una media ponderata 8si intende sugli spessori)dei parametri.
Ponderata vuol dire: phi_ponderato = phi1*(h1/htot)+phi2*(h2/(htot)+ phi3*(h3/htot)..... Il risultato deve essere compreso tra phi:min e phi_max ovviamente.
Lo stesso per c'.

Adesso, se hai ricavato le resistenze con il penetrometro, avrai phi e Cu.

Ci possono essere vari approcci al problema, tra i quali ponderare gli strati con phi_u= 0 se coesivi, Cu=0 se attritivi.

Con soli 2 strati esistono delle soluzioni proposte dai vari autori (alcuen illustrate da Bowles).

Inoltre, come dice AP, può fare differenza se hai attritivi sopra o sotto, e quali siano i parametri.

Ma non fai prima a darci i dati??


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Matt Offline OP
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Grazie per le risposte.
Chiarisco meglio la situazione tecnica, allora: io ho realizzato due CPT, la prima fino a 14 m e la seconda di 7 m e i segnali in profondità sono molto simili, quindi escludo eteropie laterali. Ho mediato i valori ricavati dalle indagini per ognuno degli strati individuati e definiti dalla classificazione di Begemann, e i valori meccanici dei terreni sono stati calcolati utilizzando il foglio di calcolo Val_car di Luca Mccoy, determinando nella distribuzione l'angolo di attrito medio e caratteristico (5% della distribuzione normale) e il CuM (medio) e Cuk (caratteristico), questa volta 5% della distribuzione log_normale.
Successivamente ho calcolato la capacità portante singolarmente per ogni strato e fornirò il valore inferiore tra quelli determinati. Fondazione superficiale tipo Platea B=10 m e L=13 m con zona di influenza 1B.
Invio una bozza dei risultati elaborati alla mail di Luca perché a_geo non l'ha indicata qui nel forum.

Grazie infinite a tutti


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Henry D. Thoreau
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Per chi fosse interessato più nel dettaglio a questa discussione, può scaricare il PDF
discussione_geoforum1
e l'XLS
discussione_geoforum2
da questo link:
http://nuke.mccoy.it/Articolienotetecniche/tabid/64/Default.aspx

La procedura adottata da Matt è una delle possibilità, è un criterio di lower bound maggiormente conservativo.

Personalmente, a monte di ogni ragionemanto, io direi che siamo in un'area di confine: i limi, tra l'attritivo e il coesivo; siamo sicuri che il criterio di Begemann è in grado di distinguere il comportamento attritivo o coesivo, con dissipazione o meno delle sovrappressioni idrauliche??

Sicuramente non con certezza, e questa incertezza può essere dileguata solo da prove di dissipazione con penetrometro elettrico dotato di sensore piezometrico, o altre prove dedicate.

Quindi, a partire dei dati che abbiamo, e leggendo il grafico 'plot' della Qc e dei livelli, io considererei tutto lo spessore (dai -2 ai -12 m) prima attritivo, calcolandone la RD. Poi coesivo, di nuovo calcolandone la Rd.
Adotterei infine il minimo tra i due Rd.

E' un criterio molto semplice ma i dati onestamente non sembra giustifichino una maggiore precisione.

Qualora con misure granulometriche o piezometrico-dissipative venga confermata la suddivisione di Begemann modellata da matt, allora procederei in questa maniera, sempre cercando di semplificare, notando che la suddivisioen attritiva prevale:
1) strato superficiale coesivo da -1.8 a -3.8 con Cu media XX e Cuk XX
2) strato attritivo fino a -12 = con phi medio XX e phi k XX

Verifica preliminare allo squeezing con Nc = 4, poi utilizzo di una delle soluzioni di letteratura con coesivo su attritivo (ma l'attritivo sottostante non appare per niente rigido).

Ripeto che senza ulteriori indagini non mi fiderei per niente di begemann. Rammento che Zhang e Tumay hanno sviluppato un algoritmo probabilistico (disponibile freeware per CPT elettrico) dove assegnano probabilità di rinvenire date litologie, e non certezza, pur avendo la U.

Dal punto di vista della nuova normativa, si tratta di una platea,le verticali sono entro l'area occupata dalla fondazione, la profondità di posa è nota, quindi abbiamo una conoscenza puntuale del segnale stocastico con le sue fluttuazioni, senza dovere estrapolare; come è evidente dal grafico in 'plot' si tratta di un litotipo stocasticamente omogeneo (senza eteropie, al di là delal stratificazioen verticale. In questo caso la media dei parametri governa la verifica agli SLU e il valore caratteristico è quello più vicino alla media. Questo lo specificherei bene in relazione, facendo riferimento al punto (e nota) rilevante dell'EC7 e all'articolo rilevante della Circ. CSLLPP (scusate ma adesso non li ho sotto mano).

Sarei interessato ad ascoltare altre opinioni sul problema multistrato, la mia è solo una delle tante possibili.

Inoltre, dato ceh abbiamo litologie piuttosto 'soffici', a bassa resistenza, bisognerebbe a monte degradare i parametri in base ai meccanismi di degradazione ciclica e sovrappressione, secondo quanto dicono EC8 e NTC08. passare quindi dal parametro X a Xcyc (X ciclico) e poi finalmente Xcyc,k ed eventualmente Xcyc,d , da inserire nelle verifiche.
Per queste litologie sarebbe molto opportuno fare ciò, una volta esclusa la liquefazione (primissima verifica da eseguire, do per scontato che matt l'abbia già fatta).


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Matt Offline OP
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Grazie Luca,
in effetti per questi terreni soffici con falda alta mi sorgono problemi con la verifica alla liquefazione (è un terreno in zona sismica 3 - ag=0,15g). tra l'altro data l'incertezza stratigrafica basata sulle due cpt non è ben chiaro che spessore avrà lo strato potenzialmente liquefacibile, per ora ho applicato i metodi empirici proposti nel foglio di calcolo scaricato da questo sito e redatto dal dott. Sebastiano Giovanni Monaco, ben fatto e utile.
Sto anche valutando l'idea di intervenire facendo aumentare la Dr dei terreni sottofondali.
Preciso però che l'area è altamente antropizzata, con il lotto circondato da stabili, alcuni anche con più di 30 anni di età e più importanti in altezza rispetto al mio progetto. Forse se i terreni avessero avuto una alta suscettibilità alla liquefazione il fenomeno si sarebbe verificato localmente. Allo stato attuale sembra di no.


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Henry D. Thoreau
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Forse se i terreni avessero avuto una alta suscettibilità alla liquefazione il fenomeno si sarebbe verificato localmente. Allo stato attuale sembra di no.


Il tuo ragionamento può essere pericoloso perchè, mentre in condizioni statiche in genere è valido, in condizioni sismiche ci sono tante altre variabili legate all'intensità del sisma e alle condizioni geotecniche

Anche se tu potessi documentare che nei 30 anni passati c'è stato un sisma di magnitudo pari al sisma atteso e pertanto escludere la liquefazione, il sisma atteso si basa sempre su metodi probabilistici afflitti da incertezza.

Conclusione: dato che le NTC08 ci offrono delle indicazioni molto chiare per la liquefazione, è bene applicarle al meglio, in caso di ravvisato pericolo anche prelevando campioni disturbati per le granulometrie.

Le ccordinate del sito di danno una PGa(ag*Ss*St) di 0.15 in superficie?



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Quale Mw hai adottato? e con quale criterio.

Mc se ti può interessare al corso di Torino hanno praticamente negato che normalmente avvengano fenomeni di riduzione dei parametri geotecnici per fenomeni ciclici.


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Il MIR dei due giorni passati?
Con mio dispiacere non sono riuscito ad esserci, anche perchè ho optato per quello dell'Eucentre della prox settimana; è stato interessante?
Mi sarebbe piaciuto ascoltare Maugeri che trovo sempre molto interessante, poi chiedere ai vari Callisto e Rampello come si comportano nella analisi fem ai coefficienti parziali, poi a Simonelli se chiariva un pò l'interazione cinematica nei pali, insomma, un sacco di cose....

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