Antonio, hai perfettamente ragione.
Queste tecnologie sono recenti in Italia, dove le condizioni sono certamente differenti dagli altri paesi fruitori. Bisogna tenere conto del fatto che non è detto che ovunque nella penisola il bilancio complessivo sia verso un incremento delle calorie.
Non sono ancora riuscito ad individuare pubblicazioni scientifiche che trattino i problemi evidenziati da Antonio: nulla sappiamo di cosa potrebbe accadere tra 50-100 anni di sfruttamento geotermico.
Per tale motivo credo nella necessità di modelli previsionali a medio e lungo termine. Modelli che magari tra qualche anno potrebbero essere ritarati con nuovi dati.

Esiste poi un altro problema, che in questi anni emerge a seguito delle politiche ambientali miope del passato (e del presente). Un pozzo, geotermico a circuito aperto o idropotabile che sia, presenta una vita media di 30-50 anni. E dopo?
Viene abbandonato e il moltiplicarsi di pozzi nel passato ha modificato in maniera irreversibile la circolazione idrica sotterranea, creando problemi di dimensioni colossali!
Ecco perchè a mio avviso quando si va a terebrare un nuovo pozzo le Autorità amministrative dovrebbero chiedere (oltre alla progetazione geologica, obbligatoria nel Veneto) anche il piano della manutenzione e la cementazione a fine vita.