sono profondamente d'accordo sia con Fayalite che Valentinite....e aggiungo:oggi finire un corso quinquennale di geologia(perlomeno dove lo frequento io)vuol dire farsi dai 50 ai 55 esami in tot; vuol dire farsi almeno 3 mesi di stage con possibilità di fare 1 anno in più presso uno studio;vuol dire farsi non solo "le stesse materie scientifiche che si facevano anche una volta"ma anche tante altre di indirizzo applicativo come:gis,via,petr.applic.miner. appl. geotecnica,geof. appl. idrog. appl. geomorf. appl.tecn. per esplor. sottos. e tante altre,oltre che materie quali legis. ambientale....il punto. per me rimane,quello di vedere se esiste davvero una crisi nel settore o se è la solita lamentela all'italiana...e se esiste,bisognerebbe vedere come possono le università agire per migliorare le condizioni attuali della professione;per me,e di ciò ne sono pienamente convinto,l'unica cosa che possono fare le università di geologia per favorire la professione è la ricerca delle possibili applicazioni della geologia, dalla paleontologia sino alla geologia applicata.....purtroppo in questo credo che le università pecchino abbastanza....forse si pensa troppo a fare professione all'interno delle università che ricerca, perchè è più semplice e meno mentalmente faticoso fare professione che ricerca e forse anche per l'alto tasso di menefreghismo(soprattutto italiano) da parte di qualsiasi individuo che arrivi ad occupare una poltrona universitaria....