BuonGiorno a tutti
E' la prima volta che scrivo su geologi.it.
Premesso che non sono un geologo vorrei esprimere anche io la mia opinione riguardo questo argomento.
Sono uno studente "atipico" di scienze ambientali in quanto ho 30 anni, studio e lavoro dal 2002 dopo essermi laureato (triennale) con una tesi sul dissesto idrogeologico in atto su una miniera abbandonata in valle d'aosta.
Mi sono reso conto però che la vera difficoltà non stà nel fare i lavori, le analisi, ma nel saper comunicare il tutto nel modo più semplicistico senza banalizzare il tutto.
La cultura geologica in italia (come penso in tutto il mondo) è difficile da recepire e da apprezzare perchè l'uomo non è in grado inanzitutto di percepire i tempi geologici (ragiona con una scala temporale irrisoria rispetto a quella geologica) e non si rende conto che il modellamento del paesaggio è il frutto di fenomeni che agiscono in tale scala,oppure con altri fenomeni dai tempi di ritorno che non possono essere percepiti...ecco perchè nella maggior parte delle interviste di chi subisce catastrofi ricorre la parola MAI "non era MAI successo prima d'ora"; "non avevo MAI visto"...nella tesi che sto scrivendo in occasione della laurea specialistica cerco proprio di trovare metodi adatti per indirizzare il pensiero delle persone verso una cultura più geologica e meno dell'immediato e rimango convinto che le azioni più importanti siano da indirizzare verso le nuove generazioni cominciando ad introdurle in questo mondo che ai più pare sconosciuto ed incomprensibile.
Non sono un geologo, non ho nemmeno la pretesa di esserlo, ma ho la cultura necessaria per portare avanti questo progetto finalizzato proprio alla creazione di una cultura geologica che tanto auspicate.