Caro/a Blizzard,
oggi non ha più senso parlare di geologo? Io penso invece che oggi più che mai sia importante la connotazione che si consegue attraverso un percorso formativo di base. Ad esempio, prova a dire ad un medico - qualunque tipo di medicina faccia (professione, ospedaliera, rappresentanza) - che "non è medico"!
Il geologo, come il medico, si forma all'università, e le basi le riceve durante i corsi di laurea triennale (alcuni con "bugs" o "features"). Quindi, segue l'esame per l'albo dei Geologi Juniores (con competenze piuttosto limitate), oppure l'accesso alla laurea specialistica per chi senta la necessità di una formazione più di indirizzo e /o del successivo inserimento nell'albo dei Geologi Seniores. La tua suddivisione in indirizzi (a- di ricerca; b- tecnico/applicativo) mi sembra fortemente riduttiva, perchè non tiene conto di altri settori importanti, quali quello amministrativo e quello dell'insegnamento, sui quali alcuni corsi di laurea stanno investendo.
Ribadisco che a Siena, come in molti altri atenei, in entrambi i corsi (triennale e specialistico) sono previste attività (tirocini, stage) che, nel pieno rispetto della comune formazione di base, rendano concreto ed interattivo un contatto con il mondo del lavoro, non inteso in senso riduttivo, ma nell'accezione più ampia del termine.
In conclusione, è mia opinione che un geologo debba essere un buon geologo di base prima di essere un buon ricercatore, tecnico, professionista, amministrativo, insegnante ecc... . In quest'ottica, l'offerta formativa dei CdL triennali in Scienze Geologiche offre ottime basi.
Ritengo quindi che una buona preparazione, prima di base, poi specialistica, continui ad essere, per il geologo come per ogni altra figura, il miglior biglietto da visita per l'ingresso nel mondo del lavoro in qualunque settore.
Cordiali saluti
Enrico Tavarnelli