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#60712 03/01/2009 13:25
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Ciao a tutti!
Mi scuso per la domanda banale, ma non ho molto tempo a mia disposizione.
Sapete su quali normative italiane posso trovare i valori dei coeff. di sicurezza per una verifica di stabilità di un pendio naturale?
Ho provato su diverse normative, tra cui anche DM LL PP del'88 "Norme tecniche riguardanti le indagini dei terreni..", cmq non ho trovato un valore preciso es. 1.3

Grazie in anticipo.
Federico

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il D.M. 21/01/1981 recita: nel caso di terreni uniformi e omogenei e nei quali le pressioni neutre siano note con sufficiente attendibilità, il coeff. di sicurezza non deve essere minore di 1,3....guarda bene il Dm dell'88! dovrebbe essereci anche li - stabilità dei pendii naturali e dei fronti di scavo...

saluti, agi

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D.M. 11/3/88
http://www.geologi.it/leggi/dm88-cir.htm#64

Quote:
G.3.2 CRITERI DI PROGETTO E CALCOLI DI STABILITÀ
Il progetto deve definire un profilo di scavo tale che il terreno sia stabile con adeguato margine di sicurezza, da valutarsi con i metodi di calcolo indicati al punto G.2.3.
Nel caso di terreni omogenei e nei quali le pressioni neutre siano note con sufficiente attendibilità, il coefficiente di sicurezza non deve essere minore di 1,3.
Nelle altre situazioni il valore del coefficiente di sicurezza da adottare deve essere scelto caso per caso, tenuto conto principalmente della complessità strutturale del sottosuolo, delle conoscenze del regime delle pressioni neutre e delle conseguenze di un eventuale fenomeno di rottura. Si deve tener conto dell'esistenza di manufatti e sovraccarichi in prossimità del ciglio di scavo.
Nel progetto deve essere esaminata l'eventuale influenza dello scavo sul regime delle acque superficiali e sotterranee dell'area interessata.



Egidio Grasso
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Puoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Mi permetto di correggere il post di Egidio Grasso:

il punto G.3.2 fa riferimento ai fronti di scavo, mentre per i pendii naturali occorre considerare il capitolo G.2 che, per quanto riguarda il coefficiente di stabilità, al punto G.2.3 così testualmente recita:

G.2.3 CALCOLI DI STABILITÀ
Il metodo di calcolo per la verifica della stabilità deve essere scelto tenendo conto della posizione e della forma delle possibili superfici di scorrimento, dell'assetto strutturale, delle caratteristiche meccaniche del terreno, nonché della distribuzione delle pressioni neutre. Nel caso di pendii in frana si devono adottare quei metodi - in quanto applicabili - che permettono di eseguire la verifica lungo le superfici di scorrimento che meglio approssimano quella riconosciuta con le indagini.
Negli altri casi si esamineranno superfici di scorrimento cinematicamente possibili in numero sufficiente per ricercare la superficie alla quale corrisponda, nel caso considerato, il coefficiente di sicurezza più basso.
Quando sussistano condizioni tali da non consentire una agevole valutazione delle pressioni neutre i calcoli di verifica devono essere effettuati assumendo le più sfavorevoli condizioni che ragionevolmente si possono prevedere.
Per i pendii ricadenti in zona sismica, la verifica di stabilità deve essere eseguita tenendo conto delle azioni sismiche, come prescritto dalle norme sismiche.
Il valore del coefficiente di sicurezza sarà assunto dal progettista e giustificato sulla base delle considerazioni relative al livello di conoscenze raggiunto ed al grado di affidabilità dei dati disponibili, alla complessità della situazione geologica e geotecnica, alla esperienza locale su pendii naturali in situazioni simili, nonché alle conseguenze di un'eventuale frana.

Quindi, il valore minimo di 1,3 non vale per i pendii naturali.
Se poi lo si vuole adottare, è una questione di libera scelta di chi esegue il calcolo.

Colgo l'occasione per fare a tutti gli auguri di buon anno.

Giuseppe Basile

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Hai ragione, mi era sfuggito il cambio della numerazione e quindi del titolo.



Egidio Grasso
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Sul punto c'è un pò di confusione, spesso gli uffici competenti non accettano la mancanza di un FS minimo nella verifica di pendii naturali ed estendono (illegittimamente, direi) il FS dei fronti di scavo a quello dei versanti naturali.

Il concetto è che il tecnico, a suo giudizio, potrebbe ritenere un versante stabile anche se FS=1.2, in funzione del rischio di un'eventuale instabilità, della definizione delle condizioni litostratigrafiche ed idrogeologiche ecc. ecc...

Anche nella nuova normativa non esiste una soglia di FS definita, tutto viene lasciato al giudizio dei tecnici e all'ODF (over design factor) fornito dai coefficienti parziali e da quello globale di 1.1 (oltre quello fornito dal passaggio valore medio-valore caratteristico, di variabile entità).

Con un FS unitario avremmo un ODF che si aggira generalmente attorno a 1.2, 1.3 circa, ma il valore minimo è lascito alla nostra decisione...


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Ti posso assicurare, mccoy, (ma penso tu lo sappia già), che la confusione si annida ovunque, anche in campo universitario...

Puoi spiegare, con parole adatte a un ignorante, cosa è l'over design factor, per favore?

Grazie.

Giuseppe Basile

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Giuseppe,
il concetto sarebbe che con gli SL dovrebbe bastare un FS=>1 per soddisfare i requisiti di sicurezza dell'EC7, essendo affidato il livello di sicurezza ai FS parziali (variabili) e a quello globale (sempre = 1.1 per slittamenti e frane).

Però le NTC dicono:

FS minimo scelto e motivato dal progettista in relazione a:

Livello di conoscenze raggiunto
Livello di affidabilità dei dati acquisiti
Limiti del modello di calcolo utilizzato (in relazioen alla complessità geologica e geotecnica)
Livello di prestazione che si vuole garantire
Conseguenze di un’eventuale frana.

Il che sembra una contraddizione, perchè il progettista deve scegliere l'FS minimo se questo per coerenza con gli SL dovrebbe essere = 1 ?

È qui che entra in gioco (secondo la mia interpretazione, influenzata da alcuni lavori di letteratura, tripo frank et al. 2004) che quello che noi dobbiamo scegliere è l'ODF ossia FS_verifica/gamma_R ossia FS_verifica/1.1
Il requisito minimo, ODF=1 contiene un OFS (overall safety factor) variabile da 1.2 a 1.4 e oltre.

se ODF > 1
allora il margine di sicurezza è maggiore di quello ritenuto adeguato dall’EC7 e viceversa

Il concetto è semplice, lo complicano le sigle e le definizioni che si accumulano, alla fine l'ODF corisponde con l'FS dopo l'applicazione del gamma_R ma le implicazioni sono prorpio quelle di un fattore di sovradimensionamento.


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Ok, grazie (anche se mi è oscuro perché gamma_R = 1.1).

Un commento:
per chi (colpevolmente, ma non troppo) non ha avuto la possibilità (nel termine possibilità contemplo: voglia, opportunità, capacità, tempo a disposizione, ecc) di aggiornarsi, è molto più facile "fottersene" dei vari lambiccamenti teorici e applicare di brutto un coeff di sic di 1,3 o magari di 1,5 oppure di 2!

E' anche vero che le variabili in gioco sono tante e, a questo punto, mi chiedo:
è stato chiarito, con le nuove norme, se un versante "deve" star su con tutte le forze della natura che si scatenano contemporaneamente (pioggia, sisma)? O meglio, è stato chiarito in che termini ci si deve porre con le verifiche in condizioni dinamiche? (un sisma produce accelerazioni al suolo nel transitorio, mentre una verifica di stabilità presuppone una condizione permanente fino a quando rimangono validi i parametri assunti: ergo, la penalizzazione imposta per le condizioni dinamiche di tipo sismico, impulsive, si riflettono in modo irreale sulla verifica).
E poi: sarà vero che questi terremoti scatenano tutte queste frane? Quante frane sismo-indotte conosciamo? I terremoti che si verificano quasi quotidianamente sul ns territorio quante frane hanno provocato?

In breve e per chiarezza (ché forse mi sono espresso in modo sibillino):
la verifica di stabilità di un pendio naturale, con o senza sovraccarichi, in condizioni sismiche ha senso? crazy

Giuseppe Basile

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Originariamente inviato da: gi basile
Ok, grazie (anche se mi è oscuro perché gamma_R = 1.1).


Ma l'FS globale, o gamma_R =1.1 per le verifiche di pendii e fronti di scavo, l'ha deciso il legislatore...

Quote:

Un commento:
per chi (colpevolmente, ma non troppo) non ha avuto la possibilità (nel termine possibilità contemplo: voglia, opportunità, capacità, tempo a disposizione, ecc) di aggiornarsi, è molto più facile "fottersene" dei vari lambiccamenti teorici e applicare di brutto un coeff di sic di 1,3 o magari di 1,5 oppure di 2!


Di quale coefficiente parli di preciso? Ora ce ne sono vari...e obbligatori. Per legge bisogna applicare i coefficienti gamma_M e gamma_R adottati dallo stato membro, poi sull'ODF sembra che abbiamo libertà.


Quote:

E' anche vero che le variabili in gioco sono tante e, a questo punto, mi chiedo:
è stato chiarito, con le nuove norme, se un versante "deve" star su con tutte le forze della natura che si scatenano contemporaneamente (pioggia, sisma)?


Qualcosa è stato detto a proposito in un altro thread. Il valore caratteristico della piezometrica lo decidiamo in base al grado di cautela che vogliamo ottenere (al massimo, profondità = 0, se non addirittura negativa (con asse z diretto verso il basso) in caso di possibii fenomeni artesiani).

Quote:

O meglio, è stato chiarito in che termini ci si deve porre con le verifiche in condizioni dinamiche? (un sisma produce accelerazioni al suolo nel transitorio, mentre una verifica di stabilità presuppone una condizione permanente fino a quando rimangono validi i parametri assunti: ergo, la penalizzazione imposta per le condizioni dinamiche di tipo sismico, impulsive, si riflettono in modo irreale sulla verifica).


Beh, la norma parla di metodi pseudostatici e metodi dinamici (Newmark). La Circolare adotta anche il coefficiente beta_s che tara il metodo pseudostatico in base ai risultati del dinamico in varie condizioni, abbattendo il kh. Anche di questo si è parlato in thread pregressi

Quote:

E poi: sarà vero che questi terremoti scatenano tutte queste frane? Quante frane sismo-indotte conosciamo? I terremoti che si verificano quasi quotidianamente sul ns territorio quante frane hanno provocato?


E' vero che i terremoti devono essere cospicui, ma casi riportati ce ne sono, come le frane di Calitri e altre in Irpinia. E non si fa fatica anche intuitivamente a immaginare come lo scrollone (treno d'onde del segnale sismico)possa destabilizzare pendii in terreno o roccia (ovviamente, già non stabilissimi di per se).

Quote:

In breve e per chiarezza (ché forse mi sono espresso in modo sibillino):
la verifica di stabilità di un pendio naturale, con o senza sovraccarichi, in condizioni sismiche ha senso? crazy
Giuseppe Basile


Come ripeto, la componente del segnale sismico parallela al versante sicuramente spinge verso il basso il corpo di frana, e la componente opposta non ce la fa a farla risalire... La componente verticale poi altera in maniera sfavorevole le forze di attrito lungo la superficie


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P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)

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