Prova a documentarti un po' di più......anche su internet.
Non tutte le faglie sono "attive" alcune da milioni di anni non si sono mosse e quindi non hanno dato luogo a terremoti. Le faglie da prendere in considerazione sono quelle definite sismogenetiche. Alcune presentano segni di riattivazione recenti (faglie attive), sempre in termini geologici, cioè quaternari (ca. 10.000 anni). Con alcuni calcoli e relazioni (relazioni di scala) che prendono in considerazione la magnitudo (l'energia liberata) che dipende dall'estensione della sperficie di faglia, lo spostamento cosismico (cioè lo spostamento per evento sismico), il rigetto della faglia (spostamento totale), è possibile risalire al tempo di ricorrenza di attivazione di una faglia in modo tale che se non si hanno notizie storiche (ca. 2000 anni) di riattivazione di una faglia, il cui tempo di ricorrenza è ad esempio di 800 anni, vuol dire che tale faglia è in ritardo statistico di 1200 anni. Tali faglie sono definite silenti e sono quelle dalle quali con maggior probabilità ci si aspettano terremoti di elevata magnitudo.
In Italia sono presenti soprattutto nell'appennino centrale e meridionale (Abruzzo, Umbria, Marche...Calabria).
Comunque credo che in seguito all'attivazione di una faglia attiva e/o silente si possano riattivare altre faglie che rappresentano comunque dei punti di fragilità della crosta terrestre.
Sicuramente avrò detto qualche inesattezza, dato che non sono un esperto del settore, ma credo di aver riassunto i concetti fondamentali sperando che il panico ti sia passato e che si sia trasformato in positiva curiosità sull'argomento.