Riccardo sugli usi dell'acqua la materia diciamo è ancora aperta ed è affidata all'Ente titolato al rilascio della concessione che può normare in merito.
Ad esempio prima la Provincia di Firenze classificava l'utilizzo dell'acqua per gli impianti di condizionamento dell'aria negli alberghi come uso civile, successivamente ha normato, tramite un regolamento, la materia ed ha inserito tale uso nell'uso industriale. Le conseguenze principali riguardano i canoni e non la qualità dell'acqua richiesta. Per l'uso irriguo certo non è richiesta la potabilità dell'acqua ma anche la normativa nazionale in merito non definisce la qualità che l'acqua deve possedere in funzione dei vari usi....irriguo, industriale, civile, antincendio, ecc.
Poi un attimo non confondiamo le cose la normativa non fissa i 200 mt per le zone di rispetto e 10 mt per la zona di tutela assoluta a prescindere dalle condizioni idrogeologiche presenti, tali valori sono fissati, in via precauzionale, dove o le Regioni o le Autorità d'ambito (l'Autorità di Bacino attraverso il Piano di Tutela delle Acque) sono inadempienti cioè dove non hanno, attraverso studi specifici che individuino la zona di ricarica dell'acquifero e la sua vulnerabilità, stabilito tali fasce.
Sapete a questo punto in Italia quante Regioni sono inadempienti? L'inadempienza logicamente riguarda anche gli altri Piani Stralcio che le rispettive Autorità di Bacino dovevano dal 1989 redigere.

Ultima modifica di Alex-64; 20/01/2009 22:31.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti