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Prova a documentarti un po' di più......anche su internet. Non tutte le faglie sono "attive" alcune da milioni di anni non si sono mosse e quindi non hanno dato luogo a terremoti. Le faglie da prendere in considerazione sono quelle definite sismogenetiche. Alcune presentano segni di riattivazione recenti (faglie attive), sempre in termini geologici, cioè quaternari (ca. 10.000 anni). Con alcuni calcoli e relazioni (relazioni di scala) che prendono in considerazione la magnitudo (l'energia liberata) che dipende dall'estensione della sperficie di faglia, lo spostamento cosismico (cioè lo spostamento per evento sismico), il rigetto della faglia (spostamento totale), è possibile risalire al tempo di ricorrenza di attivazione di una faglia in modo tale che se non si hanno notizie storiche (ca. 2000 anni) di riattivazione di una faglia, il cui tempo di ricorrenza è ad esempio di 800 anni, vuol dire che tale faglia è in ritardo statistico di 1200 anni. Tali faglie sono definite silenti e sono quelle dalle quali con maggior probabilità ci si aspettano terremoti di elevata magnitudo. In Italia sono presenti soprattutto nell'appennino centrale e meridionale (Abruzzo, Umbria, Marche...Calabria). Comunque credo che in seguito all'attivazione di una faglia attiva e/o silente si possano riattivare altre faglie che rappresentano comunque dei punti di fragilità della crosta terrestre. Sicuramente avrò detto qualche inesattezza, dato che non sono un esperto del settore, ma credo di aver riassunto i concetti fondamentali sperando che il panico ti sia passato e che si sia trasformato in positiva curiosità sull'argomento.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: Jan 2008
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Iscritto: Jan 2008
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Giustissime le conclusione di alex-64. Inoltre non è facile localizzare le faglie attive in Italia e non è detto che un terremoto non possa innescarsi in una zona considerata poco prevedibile. Entra in gioco la tettonica terrestre dove le forze e le direttrici sono enormi e ancora in buona parte sconosciute
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Iscritto: Nov 2008
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Un quadro generale della pericolosità sismica nell'area italiana è ben inquadrata nella "zonazione sismogenetica" Z69 -App. 2 al rapporto conclusivo a cura di C. Meletti e G. Valensise (marzo, 200a). In essa vengono riportate, per le diverse zone sorgente, i meccanismi di fagliazione prevalente,la profondità efficace, etc....la zonazione sismosgenetica Z69 rappresenta la versione "aggiornata" della precedente zonazione Z64.
saluti, agi
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Iscritto: Dec 2008
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Junior Member
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Junior Member
Iscritto: Dec 2008
Posts: 2 |
Ma vi siete dimenticati del terremoto che nel 1570 ( non sono sicuro della data ma la capitale del Ducato estense era ancora a Ferrara) semidistrusse Ferrara provocando le prime documentate liquefazione del suolo in Valle padana ?
beh, se pensiamo che possa accadere ancora una cosa del genere, dovremmo vivere anche con l'incubo di un prossimo risveglio dei vulcani appenninici, se non ricordo male, l'ultima eruzione nel modenese non è poi cosi antica, anzi..... Riguardo all'evento di Dicembre, io l'ho vissuto in prima persona,abito entro i 10km dall'epicentro,tra l'altro si è trattato di un evento facilmente prevedibile, bastava fare un'analisi della tensione accumulata negli ultimi mesi nell'area della bassa Reggiana.. Adesso non rimane che aspettare che la parte ovest,quella compresa fra la valle dell'Enza e la Valle del Taro si assesti, solo allora potremo star tranquilli per altri 15/20 anni.
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Iscritto: Sep 2000
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Iscritto: Sep 2000
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"l'ultima eruzione nel modenese non è poi cosi antica" ?
Ma di quale eruzione parli ?
Io non ne ho mai sentito parlare, nè ne ho mai letto
Se si escludono le eruzioni o meglio l'attività lutivoma dei vulcanelli di fango sopra Sassuolo di cui parla anche Plinio di altre eruzioni non ho mai letto nulla.
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Iscritto: Dec 2008
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OP
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Iscritto: Dec 2008
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Ma vi siete dimenticati del terremoto che nel 1570 ( non sono sicuro della data ma la capitale del Ducato estense era ancora a Ferrara) semidistrusse Ferrara provocando le prime documentate liquefazione del suolo in Valle padana ?
beh, se pensiamo che possa accadere ancora una cosa del genere, dovremmo vivere anche con l'incubo di un prossimo risveglio dei vulcani appenninici, se non ricordo male, l'ultima eruzione nel modenese non è poi cosi antica, anzi..... Riguardo all'evento di Dicembre, io l'ho vissuto in prima persona,abito entro i 10km dall'epicentro,tra l'altro si è trattato di un evento facilmente prevedibile, bastava fare un'analisi della tensione accumulata negli ultimi mesi nell'area della bassa Reggiana.. Adesso non rimane che aspettare che la parte ovest,quella compresa fra la valle dell'Enza e la Valle del Taro si assesti, solo allora potremo star tranquilli per altri 15/20 anni. Cosa c'entra la bassa reggiana? e cosa c'entra la valle dell'enzae taro?
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Iscritto: Dec 2008
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OP
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Iscritto: Dec 2008
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Un quadro generale della pericolosità sismica nell'area italiana è ben inquadrata nella "zonazione sismogenetica" Z69 -App. 2 al rapporto conclusivo a cura di C. Meletti e G. Valensise (marzo, 200a). In essa vengono riportate, per le diverse zone sorgente, i meccanismi di fagliazione prevalente,la profondità efficace, etc....la zonazione sismosgenetica Z69 rappresenta la versione "aggiornata" della precedente zonazione Z64.
saluti, agi L'ho letta ma non ci ho capito una mazza...reggio emilia e' in una zona pericolosa?
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Iscritto: Nov 2008
Posts: 1,463
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Iscritto: Nov 2008
Posts: 1,463 |
In poche parole direi che rispetto a tante zone, soprattutto dell'Italia centro-meriodionale, c'è da stare "più tranquilli"....
saluti, agi
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Iscritto: Dec 2008
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OP
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Iscritto: Dec 2008
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Iden555 potresti per favore spiegare il tuo precedente post?
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Iscritto: Dec 2008
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OP
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Iscritto: Dec 2008
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Leggendo sul sito INGV ho notato che da 1 settimana non ci sono state piu' scosse...e' normale?
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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