Un tratto dell’autostrada A3 "Sa-RC" è invaso da una frana che sposta circa 10mila mc di terra travolgendo un furgone, uccidendo tre persone e ferendone altre cinque.
Qualcuno chiede: come è stato possibile?
Immediata risposta: dopo parecchi giorni di pioggia il terreno si è imbibito di acqua trasformandosi in una massa pastosa che è improvvisamente scivolata sulla scarpata autostradale.
Con ciò, ancora una volta i lutti e i danni patrimoniali vengono addebitati all’inclemenza del tempo e i politici, che molto tempestivamente accorrono sul luogo del disastro per una fugace ricognizione e per una visita di prammatica ai feriti e ai parenti delle vittime (con espressioni di mesto cordoglio) si concedono ai giornalisti per conclamare che simili sciagure non debbono più avvenire e che saranno presi urgenti provvedimenti.
Ancora una volta si recita la solita sceneggiata.
Sui giornali si legge che il Governatore della Calabria, con encomiabile competenza, ha indicato che la causa del disastro deve essere individuata nelle piogge che sono state talmente intense da non ricordarne altre più rilevanti. Gli ha fatto eco il Presidente del Consiglio Regionale e altri politici che, con spirito bipartisan, in un’interpellanza denunciano come siano stati sottovalutati gli allarmi e chiedono interventi urgenti che non possono essere per alcun motivo essere più differiti.
C’è da rimanere sconcertati nel leggere le dichiarazioni di questi personaggi specialmente quando quelle dichiarazioni sono espresse da chi è istituzionalmente deputato al governo del territorio e alla gestione della cosa pubblica.
Ma se anche gli sprovveduti sanno che il territorio della Calabria è tra i più fragili e vulnerabili ai fenomeni naturali connessi all’intensa sismicità e alle precarie condizioni geomorfologiche (che ancora vengono confuse con il “dissesto idrogeologico” che è ben altra cosa) come è possibile che l’On.Loiero non ne sia a conoscenza?
Allora gli ricordiamo che già all’inizio del secolo scorso furono varati proprio per la Calabria provvedimenti legislativi per fronteggiare gli eventi calamitosi. Le prime leggi risalgono al 1906 e al 1908 e poi nel 1952 e nel 1953 per addivenire poi alla legge n.1177/1955 (“Legge Speciale Calabria”) in base alla quale la Cassa per il Mezzogiorno attuò il programma “Consolidamento Abitati” per mettere in sicurezza parecchi centri urbani.
Ma da quell’epoca ai nostri giorni che cosa hanno fatto quei politici che si sono succeduti alla guida del Governo nazionale e della Regione? Non si sentono in qualche modo responsabili del degrado ambientale? E i magistrati, che spesso indagano sulle “magagne” dei politici, non ritengono di potere intervenire anche sotto il profilo penale nei confronti dei responsabili (non soltanto del mondo politico, ma anche imprenditoriale e professionale)?
Andrea Maniscalco