Mettendo sul piatto della bilancia i pro e i contro dell'esistenza e funzione degli ordini professionali, anche alla luce del Decreto Bersani che ha ridemensionato il loro operato (minimi tariffari e relative vidimazioni di parcelle) credo che sia venuto il momento di prendere in seria considerazione la reale necessità o meno della sopravvivenza degli stessi.
Gli ordini troppo spesso si sono dimostrati e si dimostrano solo posti chiave per accaparrarsi lavoro o quanto meno avere visibilità da spendere in contatti lavorativi di tipo istituzionale.
Da un punto di vista giuridico hanno poco potere essendo retti da regolamenti (vedi ad esempio codice deontologico) che notoriamente non sono fonti di diritto per cui quando cozzano con leggi ordinarie o costituzionali perdono di efficacia (vedasi quanto accaduto recentissimamente al codice deontologico degli avvocati).

Recentemente, come già messo in evidenza da qualcuno, il legislatore sta mettendo mano all'eliminazione di alcune leggi tra cui alcune toccheranno da vicino gli ordini:

http://www.legislazionetecnica.it/anticipazioni.asp?id_dett=1302

Invito tutti coloro che ritengono superato il sistema ordini e relative casse di previdenza (ovvia conseguenza dell'eliminazione degli ordini) ad iscriversi su Facebook al gruppo "Per l'abolizione degli Ordini professionali"

http://www.facebook.com/groups/create.ph...gid=46756388194

Alle prossime elezioni verrà proposto un gruppo che si porrà come obbiettivo la proposta al Parlamento della completa abolizione degli ordini professionali cosi' come gia' presente nella stragrande maggioranza degli stati della Comunita' Europea.

Ultima modifica di cascone; 29/01/2009 12:29.

Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)