In questa vicenda traspare più che mai l'abbandono dei comuni da parte dello Stato, ma soprattutto, da parte della Regione; un legge urbanistica redatta solo nel III° millennio, quando per anni i comuni hanno pianificato l'utilizzo del territorio senza alcuna programmazione-guida di ordine superiore; piani isolati, senza un indirizzo, dove ogni sindaco agiva secondo le esigenze del proprio territorio; ciò, specie in alcune aree come la costa tirrenica, ha lasciato spazio alle grandi speculazioni; anche lo Stato, che affida ai privati la gestione delle grandi autostrade, lasciando all'ANAS le autostrade meridionali (SA-RC e Sicilia), da sempre, palesemente incapace di gestire anche la semplice manutenzione.
L'autocritica, prima che come geologi, dovremmo farla come cittadini; è ormai finito il tempo di lamentarsi sempre e solo dei politici, perchè i politici siamo noi ad eleggerli ed a sostenerli: i politici sono la nostra espressione !!!
E certamente nelle altre regioni d'Italia non c'è il paradiso, però il metro di giudizio non credo sia lo stesso: il deficit meridionale si avverte terribilmente anche in questo campo ! Basta viaggiare o lavorare fuori per rendersene conto !
Ho verificato la piovosità al pluviometro di Rogliano nella giornata di domenica 25 gennaio, giorno in cui, verso le 21,00, si è verificato l'evento sull'A3: 56 mm; il giorno prima erano piovuti 43 mm. Ebbene, 100 mm in due giorni, osservando gli annali della pioggia massima giornaliera a Rogliano (ricordo che frane di colata rapida, come quella sull'A3 e come la maggior parte degli eventi registratisi in Calabria in questo periodo, si rapportano ad eventi piovosi orari o giornalieri) tale valore viene superato, in 74 anni di registrazione, almeno 25 volte.
Cosa significa ciò: che il fenomeno piovoso è stato senz'altro ingente ma assolutamente non eccezionale, come qualcuno va dicendo quasi a giustificare i disastri di questi giorni !!!
Non è forse che la cattiva gestione delle canalizzazioni e degli smaltimenti naturali ed artificiali (disordine idrogeologico) non concentri quantitativi maggiori in particolari punti (sull'A3 si parla anche di smaltimenti non controllati da una strada soprastante....); non sarebbe il caso, come dice Alberto Alfinito, che si utilizzi l'occhio attento del geologo anche nella manutenzione e gestione delle opere, e non solo nei progetti, per garantire un servizio di qualità, specie per opere che coprono estensioni territoriali notevoli (strade provinciali, autostrade,..) o per comuni particolarmente esposti (cioè tutti i comuni della Calabria !!!!); si assumono geometri ed ingegneri (andate a vedere all'ANAS quanti ce ne sono) mentre i geologi, quando ci sono, vengono utilizzati come passacarte....
Ci sarebbe tanto da scrivere..e da dire....il conforto (ed un briciolo di ottimismo) viene, ancora una volta, dalle catostrofi !!!