In occasione di quanto sta avvenendo in Calabria in questi giorni il presidente dell'ONG calabrese viene intervistato al TG.
la sua intervista viene TRONCATA BRUTALMENTE al termine di una frase che suonava circa così (scusatemi ma non ricordo le parole esatte)"quella zona presentava dei rischi e non si doveva costruire STOP". il senso più o meno era questo ma la cosa che mi ha veramente fatto inorridire è che la frase era palesemente incompiuta. il risultato è che di nuovo questi geologacci vengono fatti passare come coloro che sanno solo dire dove NON fare le cose!
Ecco, io sono convinta che la cultura geologica che ciascuno di noi deve divulgare e che dovrebbe essere recepita da tutti è che il geologo non è una cassandra ma è colui che, nel caso di una situazione geologicamente difficile o rischiosa è in grado di fornire dei suggerimenti per mettere in atto soluzioni di mitigazione del rischio. Ovviamente può verificarsi il caso che le soluzioni da adottare siano antieconomiche o meglio, che siano considerate antieconomiche da un committente o un ingegnere impaziente o da una P.A. che vuole tutto e subito perchè è vero che la nostra povera italietta è il paese del "gli elettori vogliono vedere l'opera finita e le elezioni sono alle porte" (e c'è sempre un'elezione dietro l'angolo!). In questo caso il geologo dovrebbe essere in grado di mostrare ed argomentare che l'antieconomicità dell'intervento è solo apparente ma che si ripaga con la durata nel tempo...ma qui siamo nel mondo delle favole non per incompetenza del geologo ma per quanto appena detto sull'attitudine mentale dei gestori delle cose italiane.
la soluzione a questo stato di cose non è facile, primo perchè in ogni ordine, o categoria di persone in generale, ci sono gli incompetenti, gli incompetenti in malafede, i diplomatici con ideuzze ben vendute i geni incompresi e via dicendo....; secondo perchè c'è un diffusissimo malcostume (che adesso sta diventanto imperante)di difendere chi si macchia di truffe o anche solo di errori di incompetenza perchè "qualora dovessi sbagliare io almeno non se prendono con me" e questo produce una generale deresponsabilizzazione che sta investendo tutto e tutti (politica, sanità, scuola, ambiente..) grazie alle quale se le cose si fanno alla carlona tanto la colpa è di qualcun altro.
Poichè non mi piace concludere un discorso cosi senza dare la mia personalissima soluzione (e sottolineo mia,cioè adattata al mio personalissimo percorso di esperienze e alle mie personalissime situazioni e condizioni di lavoro),credo che quando ci troviamo di fronte al solito tecnico che ci dice: "la frana!!?? ma lì non sei mai mosso niente!" occorra drizzare bene la schiena armarsi di pazienza (MA NON DI SACCENZA!!), guardare il nostro intelocutore negli occhi e spiegare con molto garbo cosa significa, ad esempio, fattore predisponente e fattore scatenante e soprattutto ricordare a tutti che i tempi dell'uomo non sono quelli della natura. Non è facile avere il concetto di tempo geologico e non dobbiamo darlo per scontato nella maggior parte delle persone che pensano, ad esempio, che se un'alluvione non è stata vista né dal nonno, né dal padre e né da egli stesso, non sia un evento che abbia una qualche probabilità di accadimento.
Mi rendo conto che forse, per me, parlare cosi è semplice: lavoro in un paese e "grandi opere" non ne vedo all'orizzonte anche se, visti morti di Caltanissetta (
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=44105&sez=HOME_INITALIA) tutti noi dobbiamo fare il nostro lavoro e cercare di farlo bene anche per l'opera più piccola.
un saluto grande a tutti
viò