volevo aggiungere qualche cosa sull'intervento di Concetta.
In particolare a me ha colpito molto, personalmente, osservare come chi fa solamente libera professione, dalle mie parti, se vuole fare "successo" si debba rendere completamente al servizio del committente, anche quando l'obiettivo di questi va palesemente contro "l'integrità ambientale", e la "salvaguardia della salute e dell'ambiente",andando di fatto contro quelle che sono le norme deontologiche.
Come? semplice. Casi visti in persona dallo scrivente:
Esempio 1: il collega diventa un "complice" di una ditta che ha inquinato seppellendo fanghi e rifiuti, redigendo piano di caratterizzazione teso a "nascondere" la vera entità del problema all'ente che ha prescritto il piano;
Esempio 2: (e qui parliamo di colleghi veri e propri criminali o maestri dell'omertà) colleghi consulenti dei cavatori di ghiaia che chiudono un occhio (o tutti e due) sull'azione del cavatore quando questo "ruba" tutta la ghiaia in più che riesce dal fondo cava oltre il quale dovrebbe ripristinare, riempiendo il buco con degli inerti che un suo amico costruttore ha in cantiere e che non sa dove smaltire;
In tutta sincerità non pensavo che la professione potesse anche solo portare vicino a certe abitudini, e personalmente mi sembra che complice di tutto questo non sia solo un "ordine" ormai latitante e fantasma, ma anche una predisposizione di tutto il sistema. Gli enti che dovrebbero controllare sono in balia di dirigenti a scarsa sensibilità territoriale, e chissà che il motivo di questa scarsa sensibilità non siain parte proprio responsabilità di una mancata "promozione" del ruolo del geologo a livello istituzionale.
Ma ancora in tutta sincerità, fino a quando la prestazione media del geologo libero professionista si limiterà a fare da "caricatura" di se stessa producendo relazioni farcite di termini scientifici, incomprensibili alla maggior parte degli utenti finali del documento, oppure rifatte da copia-incolla di articoli ci sarà ben poco da sperare.
Grazie.