In diverse rubriche di GeoForum ricorre il tema “abolizione degli Ordini”.
Con buona pace del Collega Cascone, che pure è persona attenta e informata, e di quanti invocano l’abolizione nella convinzione della loro inutilità appare, ancora una volta, necessario chiarire che il sistema ordinistico delle professioni intellettuali è legiferato dallo Stato “a tutela del pubblico interesse e a salvaguardia della fede pubblica”. La norma che ha definito le “professioni protette” e accompagnato le leggi istitutive degli Ordini é fondata per assicurare ai cittadini specifiche garanzie di sostegno e assistenza in campi nei quali non potrebbe, da solo, esercitare i propri diritti costituzionali (salute, giustizia, ecc.)
Gli Ordini sono “enti non economici di diritto pubblico” e il loro ruolo istituzionale si riconduce essenzialmente nella tenuta degli Albi nei quali sono “obbligatoriamente” iscritti coloro che dopo il conseguimento del titolo accademico abbiano superato un esame abilitante (prescritto nella Costituzione), godano dei diritti civili, e siano di specchiata condotta morale.
Gli organi di governo degli Ordini (il CNG e gli OO.RR.) prescrivono le norme deontologiche cui gli iscritti debbono attenersi nei confronti della clientela e dei colleghi nello e per lo svolgimento dell’attività professionale; esercitano il potere di vigilanza sugli iscritti e comminano le sanzioni verso gli inadempienti.
Lo Stato prescrive a carico degli iscritti una tassa annuale, il cui importo è determinato dagli Ordini nella misura “strettamente” necessaria a coprire le spese di gestione dell’Albo e delle attività connesse (analogamente a quanto accade per l’iscrizione in qualsiasi Albo o Elenco pubblico come ad es. la CCIA).
Gli Ordini non possono esporre in bilancio beni patrimoniali né destinare somme a copertura di capitoli di spesa non afferenti i compiti istituzionali.
In quanto istituzioni pubbliche (negli atti campeggia lo stemma della Repubblica) possono essere consultati (senza potere vincolante) dalle Autorità di Governo, presentare proposte (adeguamenti tariffari, norme regolamentari e legislative), compiere nelle opportune sedi tutti gli atti ritenuti migliorativi o limitativi e delle competenze professionali, vigilare che la professione sia esercitata nel rispetto delle leggi e dei codici e non abusivamente.
Ciò premesso a chiarimento del ruolo degli Ordini e senza per questo vestire i panni del difensore d’ufficio ma testimone e partecipe da sempre dell’evoluzione della categoria dalla sua nascita ad oggi è antistorico non riconoscere ai decorsi CNG e a quello attualmente in carica attività pertinenti ai compiti conferiti dalla legge istitutiva con risultati di indubbio valore.
Tuttavia ricorrono frequentemente gli anatemi contro il CNG e gli OO.RR. che alcuni ritengono responsabili del loro fallimento professionale. Persone pronte a dettare ciò che si deve fare ma che nei fatti restano sempre nell’ombra, mai disposti a dare un concreto contributo, timorosi di dichiararsi pubblicamente.
Non appare ancora chiaro a tanti frequentatori di GeoForum che gli Ordini, in quanto ad iscrizione obbligatoria, non sono rappresentativi degli iscritti né, tantomeno, sono assimilabili a "uffici di collocamento".
La “rappresentanza” si conferisce invece con “atto volontario” mediante apposita e specifica delega.
Ma qualcuno vuole l’abolizione degli Ordini e chiede la loro trasformazione in Associazioni (ignorando che sono in via di riconoscimento legale solo quelle concernenti le "professioni non protette")
Il Collega Scaglioni giustamente ne ricorda alcune che nei trascorsi anni hanno aggregato i Geologi e tra queste cita l’ANGI presieduta dalla compianta B.M.Cita ma di fatto governata da F.Villa. Ricordiamo le meritorie azioni per l’istituzione dell’Ordine ma esaurì (come pure le altre sigle menzionate) la carica perché era solo di natura “culturale” che aggregava entità le più disparate appartenenti al mondo studentesco, a quello accademico, ai laureati, ai pochi professionisti (è appena il caso di ricordare ai più giovani che agli inizi degli anni sessanta la professione di geologo non si sapeva neppure come e in che modo potesse essere esercitata).
Altra storia ha avuto, per contro, l’Associazione Sindacale dei Geologi Professionisti che è stata fondata nel 1978 da una pattuglia di Geologi per “rappresentare con esplicita delega” nelle sedi istituzionali gli “specifici interessi individuali e collettivi” e le “istanze economiche” dei Liberi Professionisti.
Il campo di azione nel quale si svolge l’attività del Sindacato è ben diverso da quello nel quale, al contrario, sono costretti “per legge” il CNG e gli OO.RR. Il SINGEOP si è consolidato nel tempo e oggi è riconosciuto come “parte sociale” e siede permanentemente, attraverso la Confprofessioni, al c.d. “tavolo della concertazione” con il Governo, le Organizzazioni datoriali e le OO.SS. dei lavoratori e dallo scorso anno è stato accreditato anche presso l’UE e aperto uno sportello a Bruxelles.
Andrea Maniscalco