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Chi si occupa di questo e chi si occupa di quello....ma se studi e la sai la applichi, se non la sai chiedi ad altri...(tautologico direi).!
3 sondaggi obbligatori? E se conosci già con sufficiente dettaglio la stratigrafia? Magari dedotta da rilievo di superficie....mai sia che un geologo capisca il sottosuolo da rilievi di superficie..ma perchè all'esame di stato ti fanno fare la sezione???? Quale accuratezza avrà la descrizione dei sondaggi? in ambiente eterogeneo quale aprossimazioni fai per descrivere geotecnicamente il sito? A mio avviso, in certe situazioni, è fattibilissimo senza sondaggi, solo in certe situazioni ovviamente (spesso in ambiente montano) e a quel punto aprossimi a seconda del proplema ingegneistico.....ma dobbiamo elemosinare anche 3 sondaggi Obbligatori?...mmmmmmmmm!
Ovviamente in Italia bisogna obbligare la gente a fare determinate cose. Perchè non agire in scienza e coscienza?

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Innanzi tutto grazie Ferry per la stima.

Qui parlavamo di software ma vedo che l'argomento è più generale.

Allora provo a fare due domande, chissà se nelle risposte ad esse troviamo qualche spunto interssante.

1. Definire cosa si intende per ingegneria geotecnica.

2. Perchè alla Associazione Geotecnica Italiana e ai convegni di geotecnica trovo sempre pochissimi geologi (azzardo 5%)?

Alla prima provo a rispondere io:
secondo me è lo studio della interazione tra il terreno e la struttura, intendendo per quello lo studio di un modello di terreno e di una valutazione dello stesso rispetto alle opere che interagiscono con esse.

E questo non è lavoro per geologo, non è lavoro per ingegnere, è un lavoro per un Geotecnico!

Per la seconda me lo chiedo spesso il perchè...

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Marco Per il primo punto concordo in toto.

Per il secondo penso che forse ci piace credere che Terzaghi, Brinch-Hansen, Schmertmann, Steinbrenner, Winkler, etc. etc. siano ancora la geotecnica.

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Originariamente inviato da: m_geo
non è vero che "i geologi" ricorrono agli ingegneri per la geotecnica. E' vero invece che chi non conosce la geotecnica ricorre a chi la conosce (ingegneri o geologi). La geotecnica è materia di studio del geologo.

Detto questo, il geologo può occuparsi di geologia e di geotecnica che sono un bagaglio della propria formazione.


Pienamente d'accordo! Purché diamo agli aspetti geologici la stessa importanza di quelli geotecnici

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Originariamente inviato da: Ferry
Marco Per il primo punto concordo in toto.

Per il secondo penso che forse ci piace credere che Terzaghi, Brinch-Hansen, Schmertmann, Steinbrenner, Winkler, etc. etc. siano ancora la geotecnica.


No, Winkler era un ingegnere ferroviario che ha studiato la sua teoria, molle di Winkler, per studiare le rotaie con sotto le traversine, poi la geotecnica l'ha fatta propria.
Ma l'ha anche poi abbandonato come è giusto che sia.

Per il resto ok, potendone poi se ne può aggiungere molti altri...


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...mah! se non ricordo male Terzaghi era un ingegnere meccanico (non è assolutamente un commento teso a ridimensionare la genialità del grande Maestro Karl Terzaghi, né, tantomeno, contro l'ingegneria meccanica), comunque...provo a dare la mia PERSONALISSIMA opinione in merito come scrissi da qualche parte tempo fa:

"La geologia applicata all’ingegneria è quella disciplina tecnico-scientifica che si occupa del ruolo influente del suolo e del sottosuolo nella progettazione, esecuzione e manutenzione di opere di ingegneria civile. Studia con approccio fisico-matematico terre e rocce nella loro sede naturale e/o artificiale ed in laboratorio e valuta "l’interazione reciproca" tra esse ed il costruito.
Il geologo applicativo deve possedere conoscenze peculiari in campo idrogeologico e sismico che siano di valido supporto nelle scelte progettuali, esegue calcoli e fornisce dati numerici all’ingegnere. Non ha competenze in merito alla progettazione di elementi strutturali, interagenti o non con il sottosuolo (opere di fondazione, opere di sostegno, opere di consolidamento, etc.), ma programma le indagini geotecniche necessarie all’acquisizione dei parametri di resistenza e deformabilità del “mezzo terreno”, elaborando i risultati e definendo sotto la propria esclusiva responsabilità il modello geologico-tecnico di riferimento nonchè la pericolosità sismica in termini ingegneristici. A tal proposito si sostiene con fermezza l’inconsistenza ai fini di progetto, di un modello prettamente geotecnico, distinto e separato da uno esclusivamente geologico. La dizione “relazione geologica” dovrebbe essere sostituita in alcuni casi dalla più coerente “relazione geologico-tecnica” comprensiva dei risultati delle indagini (commisurate alla Categoria Geotecnica come da EC7) e delle elaborazioni relative. La “relazione geotecnica”, definendo gli aspetti geotecnici della progettazione in termini di dimensionamento di manufatti a contatto con il mezzo terreno, compete esclusivamente al progettista ingegnere sulla base dei contenuti della relazione geologico-tecnica".

Detto questo, gli esami di Abilitazione alla Professione di Geologo dovrebbero prevedere, "condicio sine qua non", almeno un esame di geotecnica nel "curriculum studiorum" del Candidato.

“Tutto il resto è noia”

george

Ultima modifica di george; 05/03/2009 09:28.
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Concordo pienamente con George.
Aggiungo che il modello geologico tecnico non è univoco. Mi spiego meglio: il modello è parametrizzabile in molti modi (esempio lampante per gli ammassi rocciosi) e deve essere sviluppato in funzione del metodo di calcolo che l'ing. utilizzerà per le strutture.
Nell'analisi geomeccanica per uno scavo in sotterraneo, ad esempio, è necessario capire se servono le parametrizzazioni singolari di vari elementi (roccia e discontinuità, generalemnte utile per una analisi agli elemnti discreti) o se è richiesto un comportamento generale dell'ammasso (alla Palmstrong) utile ad una indagine più sfumata (es elemnti finiti).
Mi è capitato più volte di caratterizzare l'ammasso roccioso nelle varie parti (anche mediante importante campagna geognostica, prove di laboratorio), e gli ingegneri mi chiedevano semplicemente la classe RMR per assegnare una classe di scavo. Tali metodi, a mio avviso ormai superati, non verificano convergenze e/o deformazioni del cavo. Voglio dire che allo stato attuale delle possibilità di calcolo, si può approcciare il problema in termini di spostamenti (aprossimata quanto volete) e non più con classi precostituite e spesso sovrastimate (fonte spesso di incrementi di spesa inutili).
Tutto ciò implica un lavoro in parallelo o a 4 mani con l'ingegnere con il quali si valutano le aprossimazioni da apportare che sono esse stesse funzione del metodo di calcolo. In poche parole è inutile fare tante sofisticherie se poi l'ingegnere, suo malgrado, è costretto a afre calcoli aprossimativi. Solo un geolgogo però ha la reale sensibilità su come aprossimare, sfumare o correttamente rappresentare i dati utilizzati nei modello di calcolo che deve alla fine convergere. La campagna geognostica stessa è quindi funzione del metodo di calcolo che verrà utilizzato dall'ingegnere!
Il problema, ovviamente se lo si vuole approcciare seriamente e in modo innovativo, ha una complessità che richiede un approccio pragmatico diverso da quello che appare dalla rigida separazione delle competenze!

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bravi tutti. La geologia senza la geotecnica e viceversa non ha senso per la progettazione strutturale qualsivoglia. Concordiamo tutti con questo.

Per Franceschini.
I geologi non frequentano le riunioni dell'AGI perchè alcuni, non tutti per fortuna, hanno un po' di riluttanza a indossare la cravatta! Che sia solo un vezzo di libertà o di vana ribellione a alla comunità formale? Frequento molte riunioni tecniche dove gli unici senza cravatta sono spesso i geologi.

Invito per i colleghi geologi: non abbiate timore che la cravatta possa limitare la vostra libera espressione. A volte può togliervi quell'aspetto di "chi ha appena munto una pecora"!!!!

Scherzi a parte. Un buon geologo applicato è anche un geotecnico.



your neighbour
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...condivido sia quanto scritto da Ramezza, anche nel suo precedente post riguardo la non scontata necessità di eseguire per forza 3 sondaggi meccanici, sia quanto asserito da m_geo ed aggiungo che per me l'abito fa il monaco e come...lo fa!

A Ramezza voglio chiedere poi che ne pensa del parametro GSI per la descrizione degli ammassi rocciosi fratturati e del software RocLab per la linearizzazione dell'inviluppo curvilineo di Hoek & Brown e relativo utilizzo nella pratica professionale, in particolare per problemi di stabilità di pendii e fondazioni con approcci metodologici classici.


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Il parametro GSI è uno strumento importante (è fratello comunque del RMR). Non tiene conto dello stato tensionale che appunto viene considerato in qualche modo mediante Roclab (valori generali, pendio...etcc....)e poi implementati da alcuni software...Dal GSI si ricavano quindi molti parametri utili e mediante Roclab si può cercare di convergere (assieme ad un sftaware di analisi di stabilità) in backanalysis per esempio! Questo implica che non si adotta cecamente il GSI ricavato da scanline, ma va riaggiustato a seconda della scala di osservazione o dell'approssimazione del modello adottato. Questo è discutibile lo so, ma a mio avviso è spesso più realistico di seguire cecamente la regoletta!
Io lo trovo un grande strumento rapido e sufficientemente preciso (infondo per ottenere i parametri adotta relazioni che si trovano in molti testi, in part. in Hoeke).
Scusate scrivo in fretta....ma il bimbo piange...he he he he....ciao

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