Vi risponde uno dei "pessimisti". E' vero che ultimamente si sente parlare di più di geologia e che è cresciuta la sensibilità nei confronti dei problemi ambientali. E' anche vero che la relazione geologica viene richiesta ormai per tanti tipi di intervento. In effetti anche io mi sono chiesto: ma se il lavoro è in espansione, perché si stenta ad arrivare a fine mese ?
Secondo me ci sono più fattori concomitanti:
1) il lavoro del geologo è sottovalutato, in termini economici e non: a fronte delle spese che il libero professionsita deve affrontare (di certo non paragonabili a quelle che deve sostenere, ad esempio, un avvocato che se la cava pagando qualche segretaria, due o tre computer e l'affitto dello studio), le nostre prestazioni sono nettamente sottostimate. Basta considerare quello che si riesce a ricavare da un'indagine geologica per la costruzione di un fabbricato: in termini percentuali il nostro lavoro rappresenta un'inezia, a fronte invece della complessità del lavoro e delle responsabilità che uno si assume. E' chiaro che se uno applicasse la tariffa a percentuale, girerebbero altre cifre. Ma il mercato è quello che è.
2) i pagamenti sono sempre più ritardati ed il recupero crediti è un'operazione improba
3) quelle poche volte che esce una legge che ci potrebbe far lavorare, escono condoni, sanatorie e quant'altro (si veda il tema da me lanciato sulle sanatorie dei pozzi per acqua in questo stesso forum) oppure si tratta di norme inapplicabili (come è il caso dell'Ordinanza Sismica, più volte affrontato in questa sede e che è stato reso palese, ad esempio, dai problemi che ha il collega lama: vedi Normativa sismica su questo forum)
4) da qualche anno i professionisti debbono vedersela pure con i professori universitari, a caccia di lavori di puro e semplice stampo professionale (adesso poi la Moratti ha pure tolto la distinzione tra tempo determinato e non !); chiaramente questi possono usufruire di strumenti e manovalanza aggratis !
Ecco, se misceliamo tutti questi ingredienti, viene fuori un qualcosa di esplosivo, che non può non far venire qualche cattivo pensiero.