Effettivamente in questo caso la situazione forse è più simile a quella di un "rilevato-interrato" (scusate il gioco di parole) che a quella di una fondazione.
In precedenza avevo impostato il problema come di tipo fondazionale perchè in origine doveva esserci proprio una fondazione alla base, ma pensandoci bene, venendo adesso questa a mancare, mi sembra più un problema legato esclusivamente alla meccanica delle terre.

Quindi, tralasciando il problema della rottura del terreno, cercherò di concentrarmi sulla valutazione dei cedimenti indotti sul terreno naturale dal nuovo carico, premettendo che l'entità totale dei cedimenti che si avranno alla sommità dell'area di stoccaggio dipenderà molto (e forse di più!) anche dalla natura del materiale stoccato e dal suo grado di compattazione.

Sapete consigliarmi quali metodologie si usano comunemente in questi casi? Sono problemi che non mi capita di affrontare abitualmente.
I metodi che utilizzo di solito sono quelli di Burland&Burbidge (tra l'altro possiedo gli Nspt) e di Timoshenko&Goodier, suggeriti tra l'altro da agi, ma mi trovo in difficoltà nella loro applicazione al mio problema perchè entrambi, analogamente alle formule per il calcolo della capacità portante delle fondazioni, come input richiedono di inserire la larghezza della fondazione. O posso considerare la larghezza dell'area di stoccaggio? In questo caso però i valori che otterrei secondo me potrebbero risentire eccessivamente di questo valore (la larghezza dell'area è di circa 25m).

Grazie comunque a tutti quelli che sono intervenuti o interverranno nella discussione.