Pensavo di aver raggiunto il climax dello stupore e dello sconcerto a leggere su un forum di geologi di rabdomanzia et similia. Mi sbagliavo.

Che ci siano colleghi (?) che confondano scienze empiriche con credenze popolari potrebbe anche passare ma quello che NON puo' assolutamente passare è che tra questi colleghi ci sia un Presidente di un ordine regionale di categoria (Abbruzzo), al secolo Oscar Moretti, che non solo si rammarica di non aver scorto intelligenze in azione tra i colleghi nell'intravedere nuove terre di conquista lavorative in pseudodiscipline geologiche dai connotati del tipo "fritto misto all'italiana" ma che mette anche in discussione la relazione geotecnica=scienza.

Dato che siamo a favore dell'APU, Aggiornamento Professionale Utile, voglio ricordare al Presidente dei Geologi dell'OR Abbruzzo e agli altri suoi discepoli cosa si intende per metodo scientifico:

Ciò che distingue la ricerca scientifica da qualsiasi altra attività del pensiero è il metodo di indagine che essa utilizza. Questo metodo viene comunemente indicato come metodo scientifico (o metodo sperimentale) e consiste, fondamentalmente, nell'analisi sistematica, attraverso l'osservazione e la sperimentazione dei fenomeni naturali, nella organizzazione degli stessi e nella loro interpretazione. Vediamo, in sintesi, le tappe attraverso le quali si sviluppa il lavoro dello scienziato.

Si inizia con l'osservazione, scrupolosa e puntuale, degli aspetti della natura sui quali si desidera indagare e dei fenomeni che ne modificano le proprietà. Si eseguono, successivamente, e dove è possibile, degli esperimenti, cioè le riproduzioni artificiali dei fenomeni precedentemente osservati, per consentire l’esame degli stessi sotto un più attento controllo. [..] I valori numerici, ricavati attraverso la misurazione, rappresentano i cosiddetti dati sperimentali. [..]

Se all'interno di questi dati sperimentali si notano delle regolarità, queste rappresentano quella che viene chiamata legge scientifica. La legge scientifica quindi non è altro che l’espressione di un comportamento sistematico della natura e può essere descritta a parole o attraverso un'equazione matematica.[..]
Una volta individuate le leggi, si passa ad indagare sul perché della regolarità che esse esprimono. Si formulano allora delle ipotesi che hanno lo scopo di spiegare, in modo chiaro e non contraddittorio, i fatti osservati, lasciandone eventualmente prevedere degli altri da verificare in un secondo tempo. L'osservazione e l'esperimento rappresentano quindi sia il momento iniziale sia quello finale del lavoro dello scienziato.
E' ovvio che un'ipotesi corre sempre il rischio di essere abbandonata in quanto essa rappresenta un suggerimento, una spiegazione provvisoria di una serie di eventi. Basta infatti un solo fenomeno che non si accordi con essa perché cessi la sua validità. Qualora, però, detta ipotesi risulti tanto feconda da abbracciare un numero sempre più ampio di osservazioni e di esperienze, e tutte le verifiche abbiano un esito positivo, essa viene definitivamente acquisita dalla scienza e promossa a dignità di teoria.
Anche la teoria, tuttavia, essendo comunque un prodotto della mente dell'uomo, non potrà mai dare garanzie assolute di validità. Per quante siano state le osservazioni e gli esperimenti in accordo con una determinata teoria, non potremo mai escludere la possibilità di ottenere, una prossima volta, un risultato che la contraddica. Se quindi una teoria si dimostra errata, la si scarta o, eventualmente, la si modifica; in caso contrario si prosegue la verifica. La ricerca scientifica non ha quindi mai fine e non approda mai a verità ultime.

A volte, la spiegazione delle osservazioni e dei risultati sperimentali invece di essere formulata attraverso una proposizione, la teoria appunto, viene visualizzata per mezzo di analogie tratte dalla vita quotidiana, che prendono il nome di modelli. [..] I modelli possono essere ideali quando gli elementi che li compongono sono entità teoriche di carattere logico o matematico, o reali quando tali elementi sono entità fisiche, cioè appartenenti al mondo fenomenico (ad esempio una scala a chiocciola per rappresentare la molecola del DNA). Oggi grande importanza assumono i modelli matematici astratti i quali, senza conferire all’oggetto di studio un valore di rappresentazione concreta della realtà, sono in grado tuttavia di calcolare con esattezza come dovrebbero evolvere determinati fenomeni. La efficacia pratica da essi dimostrata, grazie anche alle possibilità forniteci dai computer capaci di eseguire con estrema rapidità lunghissimi e complicatissimi calcoli, ha indotto alcuni studiosi a considerare i modelli matematici come i soli provvisti di autentica dignità scientifica.
(Fonte: www.cosediscienza.it)

La geotecnica risponde PERFETTAMENTE a quanto sopra riportato a differenza della rabdomanzia così come ben chiarito dal seguente studio SCIENTIFICO http://www.csicop.org/si/9901/dowsing.html

Non ci bastava chi ci vuole sentinelle dei cambiamenti climatici adesso anche stregoni e rabdomanti, cos' 'e pazz' !!





Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)