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Io scrivo:
mi confermi la posizione del tutto esclusiva dell’epap nel gestire contribuzioni previdenziali minime per chi ha redditi netti da lavoro autonomo professionale del tutto irrisori (in quanto già lavoratore subordinato) e non per questo necessariamente di bassa qualità.
Sinceramente non riesco a capire cosa vuoi dire...se mi dai chiarimenti in merito... E poi finiamola con la storia "voglio fare il professionista occasionale".....però non voglio pagare le tasse/contributi...o magari non pagarle affatto...
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Caro Grannisi, separando nettamente l'aspetto fiscale da quello previdenziale, quello che voglio dire è che è assolutamente criticabile esigere una contribuzione previdenziale minima indifferenziata (800€ ca) per chi esercita attività professionale occasionale con redditi netti inferiori o uguali a poco più di 5000 euro. Nell'ipotesi di contribuzione fiscale agevolata infatti, la trattentua previdenziale complessiva è del tutto confrontabile con il contributo fiscale (20%) e spesso è superiore! Ciò è appunto...criticabile e soprattutto esclusivo dell'epap. Altre realtà previdenziali di categoria (inarcassa) poi, vincolano da sempre le iscrizioni all'assenza di altre forme di previdenza obbligatoria (tutte comprese) e alla presenza di una posizione iva (qualcosa andrebbe rivisto, sia da parte loro ma soprattutto da parte Vostra...).
A mio avviso sarebbe necessaria ed è auspicabile una modifica al regolamento epap stabilendo semplicemente una soglia di reddito (3-4-5000 €) sotto la quale non è dovuta alcuna contribuzione previdenziale (in quanto inutile) e questo al di là della contribuzione fiscale che necessariamante dovrà esserci. Concludo dicendo che un “professionista occasionale” non produce per forza elaborati di qualità inferiore al “professionista abituale” ma questo è un altro discorso...
spero di essere stato chiaro ed esaustivo.
P.S. Riguardo alla frazionabilità dei minimi...l'importo maggiore è sempre quello della prima opzione...
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Ecco adesso mi è più chiaro... Quello che non mi è chiaro è perchè se svolgo un'attività "occasionale" (peraltro le prestazioni di professioni intellettuali non possono essere effettuate con la forma della "occasionalità") non debba pagare i contributi dovuti...peraltro frazionabili in dodicesimi e quindi non pagheresti mai l'intero anno...ossia i "fatidici" 800,00€ circa... Ciò si traduce in Concorrenza Sleale nei confronti di chi invece è sobbarcato da maggiore prelievo fiscale..in quanto soggetto ai pagamenti di Iva-Irap-Epap (annuale ed in funzione del reddito)ecc..ecc...e pertanto non potrà scendere sotto determinate soglie... Quindi il regolamento va senz'altro rivisto, nel senso che l'obbligo di iscrizione alla cassa debba essere effettuato contestualmente all'iscrizione all'albo professionale, così come avviene per numerose attività. In tal modo non si creeranno disparità fiscali tra i professionisti "domenicali" e chi invece lo fa tutti i giorni. In riferimento alla "professionalità" ed alla "qualità" della relazione posso solo concordare...e rimandarti a questo... http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=62458#Post62458Ciao
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Iscritto: Mar 2009
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...ecco guarda mi aspettavo queste osservazioni.
Allora, sulla frazionabilità dei minimi, il P.S. del messaggio precedente non era casuale e faceva riferimento al regolamento epap a cui rimando. Ripeto, l'importo maggiore è sempre quello che deriva dalla prima opzione prevista e non differisce sostanzialmente dagli 800€ di cui sopra.
Sulla presunta slealtà la metto così:
un professionista occasionale ha un reddito netto di 3000 €, ne deve 800 o giù di lì all'epap e ne versa 0,20 x (3000-800) = 440 al Fisco e tutto ciò lo rende sleale con professionisti abituali che fatturano minimo 10 volte tanto con volumi d'affari di ben altro ordine di grandezza. Incredibile!
L'unica scorrettezza che vedo è quella di un contributo previdenziale dovuto per forza e del tutto “simbolico” che in altre categorie non si sognano nemmeno.
Il professionista domenicale paga le tasse e non farebbe torti a nessuno. Poi non vedo perchè se uno ha un titolo e un'abilitazione deve privarsi dell'occasionalità dell'esercizio della professione che non è vietata (l'occasionalità) in nessuna norma, e tutto ciò senza nulla togliere alla qualità dei lavori che tra l'altro, per forza di cose (il professionista occasionale è prima di tutto un subordinato), non potranno coinvolgere volumi d'affari così importanti. Su... andiamo Grannisi...! le cose non sono proprio giuste così como sono messe e credo di non sbagliarmi.
Il discorso cambia se si instaurano in seguito le condizioni per fare il professionista a tempo pieno...ma anche questo è un altro discorso...
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Iscritto: Jan 2004
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...ecco guarda mi aspettavo queste osservazioni. Il professionista domenicale paga le tasse e non farebbe torti a nessuno. Poi non vedo perchè se uno ha un titolo e un'abilitazione deve privarsi dell'occasionalità dell'esercizio della professione che non è vietata (l'occasionalità) in nessuna norma, e tutto ciò senza nulla togliere alla qualità dei lavori che tra l'altro, per forza di cose (il professionista occasionale è prima di tutto un subordinato), non potranno coinvolgere volumi d'affari così importanti. Su... andiamo Grannisi...! le cose non sono proprio giuste così como sono messe e credo di non sbagliarmi. Il discorso cambia se si instaurano in seguito le condizioni per fare il professionista a tempo pieno...ma anche questo è un altro discorso... Evidentemente non sei abbastanza ferrato in materia fiscale (posso comprendere perchè neanche io lo sono...) nè tantomeno in norme.... http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ub...=true#Post58478lo vieta la legge Biagi, successiva alla istituzione dell'Epap... Poichè siamo in italia, vige la prassi di introiettarsi qualsiasi regolamento, legge e ammennicoli vari.... Le cose non ti sembrano giuste perchè per il tuo "tornaconto personale" pensi di rimetterci....e sbagli pure i conteggi... Ormai sono stanco dei discorsi di sempre......
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Iscritto: Mar 2009
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scusate se mi intrometto da ignorantissimo in materia volevo chiedervi se gli 800 vanno pagati solo se non si superano i 500 euro di fatturato all'anno e poi penso bisogna pagare anche il 20% riguardo l'iva giusto o ho detto una cavolata immensa???
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Le quote EPAP vanno pagate COMUNQUE, anche se fatturi 0 euro. Una volta iscritto (e l'iscrizione all'EPAP è obbligatoria entro 60 giorni dal momento dell'emissione della prima fattura) non si scappa più... Se operi in regime fiscale agevolato, avendone i requisiti, (contribuente minimo) in pratica la tassazione sul tuo reddito netto (ricavi - spese) è al 20%. Ciao
Sandro Cantoni
"...facciamo che noi due siamo i tre moschettieri?..." - (dialogo tra i miei due figli)
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scusate ancora la banalità mettiamo il caso sfortunatissimo di fatturare 0 euro ( ma non perchè non fatturo capiamoci!!) quanto debbo all'epap e quel che dò mi valgono sempre come contributi??
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Iscritto: Oct 2007
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Iscritto: Oct 2007
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Riporto dal sito dell'Epap (al quale converrebbe dare un'occhiata www.epap.it) contributi minimi Ogni iscritto all’Ente, qualora non sia in stato di cessazione dell’attività professionale, è annualmente tenuto almeno al versamento dei contributi minimi. Questi contributi, che vengono fissati all’inizio di ogni anno dall’Ente, sono dovuti obbligatoriamente da quegli iscritti che non superano una determinata soglia di reddito indicata dall’Ente nel momento in cui definisce i contributi minimi. Tali contributi, sono dovuti, come previsto dall'art. 3, comma 4, del Regolamento dell'Ente anche dall'iscritto che abbia dichiarato reddito zero o negativo. Lo schema riepilogativo dei contributi minimi lo trovi al seguente indirizzo: http://www.epap.it/ad_pagamento_contributi_mod.asp frazionabilità dei soli contributi minimi A tutti i nuovi iscritti che al momento dell’iscrizione abbiano meno di 30 anni, qualora siano tenuti al solo versamento dei contributi minimi, l’Ente dà la possibilità di ridurre al 30% gli stessi per i primi tre anni d’iscrizione. Tale possibilità viene meno qualora i contributi da versare siano superiori ai minimi. In questo caso il neo iscritto, ancorché abbia meno di 30 anni, dovrà il contributo soggettivo (10% reddito netto) il contributo di solidarietà (0,2% del reddito netto) e il contributo integrativo (2% volume d'affari) nella loro totalità.
Sandro Cantoni
"...facciamo che noi due siamo i tre moschettieri?..." - (dialogo tra i miei due figli)
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