...ecco guarda mi aspettavo queste osservazioni.

Allora, sulla frazionabilità dei minimi, il P.S. del messaggio precedente non era casuale e faceva riferimento al regolamento epap a cui rimando. Ripeto, l'importo maggiore è sempre quello che deriva dalla prima opzione prevista e non differisce sostanzialmente dagli 800€ di cui sopra.

Sulla presunta slealtà la metto così:

un professionista occasionale ha un reddito netto di 3000 €, ne deve 800 o giù di lì all'epap e ne versa 0,20 x (3000-800) = 440 al Fisco e tutto ciò lo rende sleale con professionisti abituali che fatturano minimo 10 volte tanto con volumi d'affari di ben altro ordine di grandezza. Incredibile!

L'unica scorrettezza che vedo è quella di un contributo previdenziale dovuto per forza e del tutto “simbolico” che in altre categorie non si sognano nemmeno.

Il professionista domenicale paga le tasse e non farebbe torti a nessuno. Poi non vedo perchè se uno ha un titolo e un'abilitazione deve privarsi dell'occasionalità dell'esercizio della professione che non è vietata (l'occasionalità) in nessuna norma, e tutto ciò senza nulla togliere alla qualità dei lavori che tra l'altro, per forza di cose (il professionista occasionale è prima di tutto un subordinato), non potranno coinvolgere volumi d'affari così importanti.
Su... andiamo Grannisi...! le cose non sono proprio giuste così como sono messe e credo di non sbagliarmi.

Il discorso cambia se si instaurano in seguito le condizioni per fare il professionista a tempo pieno...ma anche questo è un altro discorso...