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Salve a tutti, sono nuovo del forum e novizio nella professione... Mi è stato assegnato il compito di calcolare i cedimenti di una fondazione diretta su un terreno di tipo argilloso, mi sono stati forniti i risultati delle prove in situ e in laboratorio. Mi hanno dato un software da utilizzare (di quelli allegati ai libri). Per il calcolo uso le formule logaritmiche, il mio problema è che non sono in possesso dell'indice dei vuoti naturale (e0) dei diversi strati, per me essenziale perchè per usare il software ho bisogno del rapporto di compressione, mentre dalle prove, dispongo dell'indice di compressione... Se non ricordo male esiste una relazione tra e0 e il contenuto naturale d'acqua, qualcuno mi potrebbe precisare questa, c'è un modo di aggirare l'ostacolo del e0? Nei risultati delle prove è stato determinato un indice dei vuoti alla tensione di preconsolidazione,(e qui scusate l'ignoranza) per i terreni N.C non è l'indice dei vuoti naturale, giusto? e correggetemi ancora se sbaglio, di sicuro non lo è per i terreni O.C. Scusate se sono stato lungo e forse poco chiaro e grazie per la vostra attenzione
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parlando di cedimenti di consolidazione:
ma devi per forza utilizzare il software che ti richiede il rapporto di compressione?
ma dalle prove edometriche non hai un modulo edometrico ?
potresti utilizzare :
cedimento = H (spessore strato) x mv ( = 1/Ed (modulo edometrico))x delta sigma (incremento di carico) eventualmente da porre in sommatoria
sono andato un po' a memoria, ricontrolla.
relativamente all'indice dei vuoti alla tensione di preconsolidazione questo non corrisponde quasi mai con quello naturale, che è maggiore, a causa di fenomeni di preconsolidazione che interessano anche i depositi NC
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Iscritto: Jan 2006
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comunque:
e (indice dei vuoti) = w (contento d'acqua)x gamma s (peso di volume dei granuli (peso specidico del solido))
se il terreno è saturo!
poi applichi
Rc (rapporto di compressione ) = Cc/1+e0
ma ripeto, io farei a meno del software
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Grazie per i suggerimenti, applicherò volentieri l'edometrico. In generale con i software uno spera di far più in fretta e invece poi... Ancora grazie mille
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Non ho capito bene il nesso con la sezione del forum.
Geologo offresi per causare cedimenti con la magia nera (e di conseguenza fare la relazione per i lavori di consolidazione)?
O geologo offresi per sventare cedimenti con riti propiziatori di magia bianca?
Io starei comunque attento a scegliere Ed in funzione del livello di stress imposto (dovresti averlo nei risultati delle prove).
E dato che il campione sarà quasi inevitabilmente disturbato, un controllo con le prove in situ non guasta.
Sto sviluppando questa convinzione che le prove in situ servano a tarare quelle di laboratorio, e non viceversa.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Non ho capito bene il nesso con la sezione del forum.
Geologo offresi per causare cedimenti con la magia nera (e di conseguenza fare la relazione per i lavori di consolidazione)?
O geologo offresi per sventare cedimenti con riti propiziatori di magia bianca?
Provvedo a spostare l'intero Topic nella sezione adatta.
Ultima modifica di Egidio Grasso; 31/03/2009 13:22.
Egidio Grasso Coordinatore sito WEB www.geologi.itPuoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Cosciente che con la sezione del forum poco c'entra, ma difficoltà a postarlo, quindi meglio di niente... Effettivamente con il software utilizzavo parametri "più stabili" (rapp di compressione e rapp. di ricompressione) in un range di tensioni più ampio. il modulo edometrico mi è stato fornito come variabile linearmente attraverso lo spessore dello strato da un min a un max (dipendente quindi dal livello di stress, giusto?), di nuovo grazie a tutti
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Il modulo edometrico mi è stato fornito come variabile linearmente attraverso lo spessore dello strato da un min a un max (dipendente quindi dal livello di stress, giusto?), di nuovo grazie a tutti Non hai gli steps di carico con i corrispondenti moduli? Il Cc ha il vantaggio che è costante, l'Ed in genere varia. Comunque, sia come esecizio didattico, sia come metodo di comparazione ed eventuale individuazione degli errori, non sbagli se utilizzi vari metodi e paragoni i risultati. Tanto la precisione al millimetro la indicano i softwares ma nella realtà è probabilmente una chimera
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Sto sviluppando questa convinzione che le prove in situ servano a tarare quelle di laboratorio, e non viceversa.
Buona questa... forse è vicina alla verità per parametri come la cu, ma per i parametri di consolidazione, visti gli innumerevoli coefficienti da utilizzare per l'interpretazione delle prove in situ, la cosa mi pare un pò tirata. Anche perchè l'edometro ha il GROSSO vantaggio che puoi sempre riconsolidare il campione alla sua pressione litostratica e poi rifare la prova. Di solito funziona
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Beh, sì, ammetto di avere generalizzato, ma il problema del disturbo (e della successiva eventuale degradazione del campione col tempo esiste). Fore meno con i sovraconsolidati.
Ma se vedi certi grafici in letteratura, anche in argille OC, la Cu varia così tanto da fare trasalire.
Per non parlare della corretta esecuzione in laboratorio (ma qua basterebbe avere tecnici fidatissimi).
Se la prova in situ, come la CPT, mi suggerisce un range di coefficienti, ovviamente non abbiamo risolto niente. Anche perchè sono correlazioni spesso ricavate da prove di laboratorio.
Il fatto è che anche riconsolidando, quindi trascurando la parte dovuta alla decompressione, se c'è il disturbo non si sa come questo può influire sui dati.
Se insisti riesci a convincermi, ma sto riflettendo che forse gli unici valori di laboratorio affidabili, a meno di quelli misurati su campioni prelevati con tecniche sofisticate, siano quelli risultanti da campioni rimaneggiati. Non in funzione quindi del disturbo.
Il dato di laboratorio comunque rimane il riferimento, peccato siano sempre poco numerosi (problema della rappresentatività statistica), afflitti da variabilità non piccola (anche se eseguiti dallo stesso laboratorio), afflitti dall'incognita del disturbo.
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