Beh, sì, ammetto di avere generalizzato, ma il problema del disturbo (e della successiva eventuale degradazione del campione col tempo esiste). Fore meno con i sovraconsolidati.

Ma se vedi certi grafici in letteratura, anche in argille OC, la Cu varia così tanto da fare trasalire.

Per non parlare della corretta esecuzione in laboratorio (ma qua basterebbe avere tecnici fidatissimi).

Se la prova in situ, come la CPT, mi suggerisce un range di coefficienti, ovviamente non abbiamo risolto niente. Anche perchè sono correlazioni spesso ricavate da prove di laboratorio.

Il fatto è che anche riconsolidando, quindi trascurando la parte dovuta alla decompressione, se c'è il disturbo non si sa come questo può influire sui dati.

Se insisti riesci a convincermi, ma sto riflettendo che forse gli unici valori di laboratorio affidabili, a meno di quelli misurati su campioni prelevati con tecniche sofisticate, siano quelli risultanti da campioni rimaneggiati. Non in funzione quindi del disturbo.

Il dato di laboratorio comunque rimane il riferimento, peccato siano sempre poco numerosi (problema della rappresentatività statistica), afflitti da variabilità non piccola (anche se eseguiti dallo stesso laboratorio), afflitti dall'incognita del disturbo.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)