Salve Colleghi,
dopo quanto apparso in altri post e dopo quello che oramai mensilmente mi capita di vedere in giro, mi sono deciso ad aprire un confronto su questi temi.
Questa vuole essere innanzi tutto una denuncia di una situazione vergognosa e infamante per la nostra Professione.
Senza neanche voler stare a prendere in considerazione la validità o meno di questa cialtroneria di nome rabdomanzia, voglio semplicemente richiamare l'attenzione di voi Colleghi sulla mole di lavoro che ogni anno ci viene sottratta grazie all'operare dei rabdomanti e al lucro che "alcune" ditte di perforazione fanno sull'escavazione dei pozzi.
Mi soffermerò sulla la mia realtà provinciale, ma il ragionamento può essere esteso a buona parte d'Italia, consultando i seguenti siti:
(
http://liabbiamoseminati.strayorange.com/2007/09/29/il-pozzo-col-rabdomante/)
(http://www.okkupati.rai.it/news_lettura,2087.html) questo è per GEOALFO
(
http://www.rabdomanzia.it/) addirittura il Trentino!
Tornando al mio territorio la situazione è agghiacciante....nelle campagne è un fiorire di pozzi, da Dicembre ad oggi ho assistito (come spettatore per la stratigrafia, del Geologo neanche l'ombra) all'escavazione di 6 pozzi e ne ho visti almeno altrettanti appena realizzati, tutti sono stati scavati (da informazioni avute) con il rabdomante in abusivismo completo rispetto le vigenti Leggi nazionali e regionali e molto probabilmente senza la minima fattura da parte delle ditte.
Non solo, sempre per conoscenza diretta alcune ditte affermano nei confronti dei committenti che non è assolutamente necessario chiamare il Geologo nella fase di indagine e neanche provvedere alla “regolazione/registrazione” del manufatto. Ho trovato molto spesso persone stupite nell’apprendere che il Geologo si occupasse di questa materia, a volte si è arrivati al limite della derisione da parte di gente che non ci identifica come una figura competente in tale materia e sicuramente non all’altezza di un rabdomante.
Questa situazione mi è stata confermata anche da altri Colleghi che operano nella zona, in pratica quasi mai nessuno viene interpellato per la fase di messa in opera, solo in minima parte si provvede a posteriori alla regolarizzazione. Questo è fondamentalmente il frutto della disinformazione operata dalle ditte e da i rabdomanti. Per rendersi conto di quanto l’abusivismo sia diffuso non ho problemi a dirvi che diversi Comuni della Provincia hanno loro stessi addirittura pozzi abusivi, anche questa è una situazione che ho personalmente riscontrato. Teniamo poi conto che anche le casse regionali subiscono un bel danno non riscuotendo i canoni previsti per alcuni tipi di utilizzo.
Spero che il quadro vi sia apparso grave perché lo è proprio, difatti oltre ad un ragionamento professionale occorre fare di pari passo delle considerazioni di tipo ambientale sul depauperamento incontrollato della risorsa idrica e sul potenziale utilizzo per lo smaltimento di rifiuti che si può fare di un pozzo abusivo.
Mi rendo anche conto che in alcune regioni la situazione è diversa ma bisogna darsi una svegliata generale. Certo è importante battersi a 360° nella professione, come per le competenze del Geologo in materia Geotecnica, ma anche l’aspetto che ho qui esposto va tenuto in giusto conto, oppure pezzo pezzo sgretoleranno la nostra credibilità professionale.
Desidero infine richiamare l’attenzione degli esponenti del CNG e degli OORR, ma anche quella del Presidente dell’Ordine dell’Abruzzo, che si adoperino per sollecitare gli organismi controllori a tutti i livelli, che ragguaglino anche la Guardia di Finanza su quanto sta (da anni) accadendo.
Arrivederci