Sono pienamente d’accordo con Mccoy e Ferry. Non date del rabdomante a Giuliani. Certo non trasformiamolo in un novello Nobel ma cerchiamo di avere un atteggiamento più aperto verso chi cerca di mettere a punto nuove metodologie di previsione (che parola brutta) e non un atteggiamento che credevo appartenere oramai ad un lontano passato. Potete condividere o no i suoi metodi ma il suo è un modello che si basa su metodi scientifici e la scienza è un qualcosa in continuo divenire e tutti dovremmo collaborare cercando di non fare un ostruzionismo ottuso a delle ricerche ancora non validate.

Per quanto riguarda il sisma di questa notte, a tutti gli amici che mi chiedevano cosa ne pensavo dello sciame sismico in atto da molti giorni nell’aquilano, ho sempre risposto che le caratteristiche ricordavano molto quelle del sisma umbro-marchigiano (tipiche peraltro dell’Appennino centrale) e cioè una “clusterizzazione” di centinaia eventi sismici strumentali e non (quest’ultima è un anomalia in quanto gli sciami strumentali sono quasi la norma) in una ristretta porzione di territorio, culminanti entro qualche decina di giorni o al più settimane in un evento sismico di media potenza.

Anche io "prevedevo" una magnitudo tra 6.5 e 7; per fortuna mi sbagliavo.
Le repliche si susseguiranno certamente ancora per qualche giorno se non addirittura settimane, non escludendo anche eventi sismici vicini a quello delle 03,32 (anche perché pur essendo stata forte, ciò non indica che il “picco” della crisi sismica sia stato raggiunto) come è avvenuto in Umbria, dove, dopo la violenta scossa delle 2 di notte se ne è verificata un’altra di intensità simile intorno alle 11 della mattina (quella che ha fatto crollare la volta della basilica superiore di S. Francesco ad Assisi) e poi il 14 ottobre.