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Ammesso che queste rappresentino una soluzione reale alla risposta sismica di sito! Sicuramente è un qualcosa in più!

saluti, agi

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Ammesso che queste rappresentino una soluzione reale alla risposta sismica di sito! Sicuramente è un qualcosa in più!
saluti, agi


Rigore nell'applicazione delle norme ma anche un'indagine geologica con RLS di dettaglio, sono d'accordo.

Sicuramente è il colmo vedere allestire ospedali da campo all'esterno di un recente ospedale in c.a. divenuto inagibile per un sisma dopo tutto non di esagerata magnitudo.

Qui potrebbero forse essere ravvisati fenomeni di amplificazione di sito.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Ammesso che queste rappresentino una soluzione reale alla risposta sismica di sito! Sicuramente è un qualcosa in più!
saluti, agi


Rigore nell'applicazione delle norme ma anche un'indagine geologica con RLS di dettaglio, sono d'accordo.

Sicuramente è il colmo vedere allestire ospedali da campo all'esterno di un recente ospedale in c.a. divenuto inagibile per un sisma dopo tutto non di esagerata magnitudo.

Qui potrebbero forse essere ravvisati fenomeni di amplificazione di sito.


Concordo mccoy......
ma si parla sempre degli stessi argomenti...che puntualmente vengono trascurati in fase di progettazione...ossia l'adeguata conscenza del sottosuolo....dal punto di vista geotecnico e sismico..
ecco perchè accade che una struttura, seppur progettata con le migliori norme tecniche, va a finire nella m...a.


"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Mi sa che la querelle "Giuliani" ci sta sviando da quello che è invece il vero nocciolo del problema.
Fra parentesi non sono assolutamente in grado di esprimere opinioni sulla metodologia che Giuliani propone per la previsione dei terremoti: ho solo visto il video di Youtube linkato da Grasso e debbo riconoscere che non mi ha molto convinto. Come giustamente faceva notare un collega, ad essere precisi Giuliani ha toppato alla grande perché non ha previsto nulla, anzi parlava di esaurimento dello sciame. Poi Boschi dice che Giuliani aveva previsto l'epicentro a Sulmona. E poi non basta mostrare un grafico che correla i picchi di Radon con l'attività sismica. Ci vuole ben altro.
Ciò non toglie che Giuliani potrebbe aver colto qualcosa di estremamente interessante (e non del tutto nuovo, come dimostrano tanti colleghi che hanno fatto tesi di laurea su questo argomento) e auspicherei che la cosa fosse approfondita con rigoroso metodo scientifico. Adesso non è che, col fatto che abbia fallito il "dove" e "quando" della previsione, quelle che dice sono tutte frottole: andiamoci comunque piano.
Ovviamente si tratta di dati ancora preliminari e che, giustamente, Bertolaso non può prendere come oro colato ed utilizzare per pianificare evacuazioni, interventi, etc.

Però, come dicevo, mi sembra che stiamo perdendo il succo della vicenda. Mi riferisco al fatto che l'epicentro è collocato in una zona che, Giuliani a parte, era arci-nota per essere a rischio sismico. Basta andare sul sito INGV e vedere le mappe di pericolosità sismica.
La cosa era stata poi ampiamente "prevista" da McCoy ed altri su questo Forum,
Quindi, secondo me, invece di arrovellarci sul tema della previsione con le misure Radon, cosa che potremmo risolvere solo con una rigorosa attività scientifica di ricerca, dovremmo capire se il sistema della prevenzione, così come è attivo ora in Italia, ha funzionato o meno.
Allora chiedo a chi ne sa più di me:
1) Gli edifici che sono venuti giù erano stati oggetto di verifica sismica ?
2) Ha funzionato l'applicazione delle Nuove Norme Sismiche ?
3) Il terremoto, anche se di magnitudo inferiore a quella attesa, ha inferto notevoli danni, come mai ?
4) E' solo un problema di edifici privati, costruiti con vecchi metodi e sui quali non si è potuto intervenire per mancanza di fondi e di norme (ad oggi, a parte gli edifici strategici, le norme anti-sismiche non vengono applicate)
5) Possibile che la zona epicentrale sia su di una faglia attiva e che nessuno abbia mai fatto nulla per ovviare ?

Questo perché non vorrei che, a conti fatti, la responsabilità dei danni ricada ancora una volta sui geologi, con l'accusa che non sono riusciti a fornire le indicazioni su come progettare.

E mi chiedo ancora: quando entrerà in vigore la nuova normativa, avremo risolto gran parte dei problemi ?
Non vorrei infatti che, sulla spinta emotiva, il governo attuale spinga sull'acceleratore e imponga l'introduzione delle nuove Norme (come ben sapete prorogate per l'ennesima volta), quando invece sappiamo tutti che ancora non sono facilmente applicabili: provate a chiedere a qualsiasi ingegnere strutturista.
Io poi ho moltissimi dubbi su come dovremmo operare noi (parlo dell'effettiva validità delle MASW, per non parlare della possibilità di ricorrere a prove SPT per caratterizzare la categoria di suolo, del fatto che ci possono sfuggire variazioni locali a rischio di amplificazione, su come approccaire il problema topografico, e tante altre cose che non ho approfondito).
Quindi: "Come vedete il futuro, colleghi ?"

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Originariamente inviato da: Antonio Menghini

Allora chiedo a chi ne sa più di me:

2) Ha funzionato l'applicazione delle Nuove Norme Sismiche ?

E mi chiedo ancora: quando entrerà in vigore la nuova normativa, avremo risolto gran parte dei problemi ?
Non vorrei infatti che, sulla spinta emotiva, il governo attuale spinga sull'acceleratore e imponga l'introduzione delle nuove Norme (come ben sapete prorogate per l'ennesima volta), quando invece sappiamo tutti che ancora non sono facilmente applicabili: provate a chiedere a qualsiasi ingegnere strutturista.
Io poi ho moltissimi dubbi su come dovremmo operare noi (parlo dell'effettiva validità delle MASW, per non parlare della possibilità di ricorrere a prove SPT per caratterizzare la categoria di suolo, del fatto che ci possono sfuggire variazioni locali a rischio di amplificazione, su come approccaire il problema topografico, e tante altre cose che non ho approfondito).
Quindi: "Come vedete il futuro, colleghi ?"


E' mia personalissima e modesta opinione che non si tratta di applicazione o meno di nuove norme tecniche, e se queste funzionano o meno (dalle mie parti edifici costruiti con le "vecchie norme" non hanno subito danni e parlo del terremoto di S.Lucia del 1990 durata 45 sec. M 7.0 e quello del 27/10/2002 M. 6.5...se non ricordo male) ma soltanto di "buon senso" sia nella progettazione (geologica e ingegneristica) che nella realizzazione...


"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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girando su Geoforum e su Facebook c'è da rimanere perplessi su quanto dichiarato dal cosiddetto popolo, geologico e non, con o senza ruolo istituzionale-politico.

ovviamente la perplessità è tutta personale ed in quanto tale opinabile.

Molti hanno sottolineato, anche con carattere maiuscolo, che NON si puo' prevedere un terremoto.

Ma che significa prevedere un terremoto ? o meglio, che cosa significava fino ad oggi ?

Grannisi, in altro post, riportava il significato della parola PREVISIONE, tratta dal vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli (per antonomasia il piu' prestigioso) come "Elaborazione mentale relativa al futuro, sulla base di indizi più o meno sicuri"; in pratica è la capacità di anticipare qualcosa con un certo margine di errore. Già, ma rispetto a cosa deve essere valutato il margine di errore ? nel caso di un terremoto: il tempo, l'ipocentro/epicentro e l'intensità.

Dei tre fattori quello che ha generato un vespaio di polemiche nel terremoto di ieri notte a L'Aquila è stato il primo: il tempo.
Alcuni giorni fa un "imbecille" (definizione del Capo della Protezione Civile Bertolaso) aveva previsto un evento disastroso con l'individuazione dell'epicentro sbagliando di 50 km in linea d'aria e con un errore temporale inferiore alla settimana.

la domanda nasce spontanea: a parità di indizi più o meno sicuri (condizione necessaria ma non sufficiente) quale è l'ordine di grandezza del fattore tempo per cui si puo' dire che una previsione è accettabile ?
appurato che l'ideale sarebbe poche ore..... un anno ? certo che no; un mese, non credo; una settimana ? mhmm...

Quanto sarebbe costato evacuare a scopo precauzionale una popolazione di 50.000 abitanti per una settimana ? e quanto costerà alla comunità abbruzzese (e a quella dell'intera nazione), OLTRE AL DOLORE, le perdite di vite umane e i danni alle cose per un bilancio tutt'altro che definitivo ?

Che si debba fare PREVENZIONE credo sia la scoperta dell'acqua calda ma che si possa pensare di ragionare anche in termine di previsione di un evento sismico FORSE sarebbe il caso di rivederne il concetto se non altro in funzione di quel ordine di grandezza temporale, definibile accettabile, che Giuliani ha ridotto al minimo, o no ?


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
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Originariamente inviato da: cascone
Ma che significa prevedere un terremoto ? o meglio, che cosa significava fino ad oggi ?


Questo e' interessante:
http://cattaneo-lescienze.blogautore.esp...re-gli-edifici/

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in ottemperanza allo spirito tecnico con il quale mccoy ha aperto questa discussione, vi invio un link a qualcosa che manca sia in questa discussione che nell'altra. poichè il link è tecnico lo posto qui.

http://neic.usgs.gov/neis/bulletin/neic_fcat_m.html
in basso c'è anche un link alla pagina dove si analizzano i tensori dei terremoti più recenti.

volevo includere un link dal sito dell'INGV ma, purtroppo, quello di USGS è proprio bello e chiaro....(si vede che hanno qualche soldino in più e qualche problemino in meno...)


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Per chi ha visto l'intervista a Giuliani su 'porta a porta', la sua versione non supporterebbe l'errore: Sulmona sarebbe stata indicata come ipocentro del sisma 3.5 Richter della settimana scorsa, e così (a parere di Giuliani) è stato.

Circa la notte scorsa, nelle parole del tecnico, non ha aiutato il fatto ceh fosse domenica, quando i segnali sono stati raccolti era troppo tardi per avvisare alcuno; mi è parso dicapire che i segni premonitori decisivi di un evento forte sarebbero partiti dopo le 22:00

Personalmente non esprimo giudizi, ci sarebbe solo da mettere alla prova il radometro modificato di Giuliani in altre situazioni e accertarne l'affidabilità.

da qui, poi, ad evacuare un'intera città purtroppo non è un passo immediato.

Per rispondere a Cascone, comunque, si sarebbe potuto fare molto.

C'è chi è arrivato a dirmi che non si poteva dire la verità sul centro storico altrimenti sarebbe crollato il mercato dell'immobile. Nel centro storico di l'Aquila i prezzi erano 5-6000 Euro al m^2.





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I nostri sapientoni in TV dicono: "sappiamo che è stato fatto qualche studio sul radon come precursore"

Mi sembra un po' riduttivo. Questa è solo parte della bibligrafia consultata per la mia tesi (1994) nello studio dei prof. Capaldi Giuseppe e Pece Raimondo, Ordinari di geochimica applicata alla Federico II


BIRCHARD G.F., LIBBY W.F.- (1980)
Soil radon concentration changes.
Journal of Geophysical Research, Vol. 85, pag.3100÷3106.

CAPALDI G., PECE R., VELTRI R., - (1992)
Radon variation in groundwater in the Capi Flegrei Caldera (Southern Italy) during and after the 1982÷1984 bradyseismic crisis.
Pageoph, V. 138, n° 1 pag. 77÷93.

CHUNG Y. - (1981)
Radium-226 and radon-222 in Southern California.
Geophysical Research letters n° 8 pag. 457÷468.

GASPARINI P.,MANTOVANI M. - (1988)
Fisica della Terra Solida. pag.324÷372.
Liguori Editore.


HATUDA - (1953)
Radon content and its change in soil near the ground surface.
Mem. Coll. Sci. Univ Tokio n° 20 pag 285÷306.

HAUKSSON E., GODDARD J.- (1981)
Radon earthquake precursors studies in Iceland.
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LIU K. K., TENG L. - (1985)
Varations of radon contents in groundwater.
Pure Applied Geophysics n° 122 pag.231÷234.

KAGAN Y.Y.,JACKSON D.D. - (1994)
Long-term probabilistic forecasting of earthquakes.
Journal of Geophysical Research, Vol. 99, n° B7.

KING C.Y., WAKITA H - (1980÷1981)
Earthquake and Chemistry.
Edit.King

KING C.Y. - (1985)
Impulsive radon emanation.
Pure Appl. Geophys., N 122 pag.347-349.

KING G.C.P. - (1986)
Gas Geochemistry applied to earthquake prediction
Journal of Geophysical Research, Vol. 91.


MOGI K. - (1987)
Comparision of precursory phenomena before the 1975 Haicheng (Cina) earthquake: the possible effect of stress history on precursory phenomena. - Tectonophysics, 138 pag. 33÷43.


PECE R., TRANFAGLIA G. - (1993)
Correlazioni tra emissioni di gas radon ed attività sismica dell'Appennino Meridionale. - Università di Napoli.


SHAPIRO M. H. (1980)
Automated radon monitoring.
Journalof Geophysical Research n° 85 pag.3058÷3064.

SHAPIRO M. H. - (1981)
Relationship of the 1979 Southern California radon anomalies.
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TENG T., SUN L.F. - (1986)
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SULTANKHODZAEV A.V. - (1976)
Hydroseismological earthquake precursors.
Uzb.Geol.Zh. n° 3 pag.7÷12.(in Russian).

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ULOMOV V., MAVASHEV B.Z. - (1968÷1971)
The Tashkent earthquake of 26 april 1966
Akademia Tashkent,.pag.188.


WAKITA H., IGARASHI G., YASUNORI T. - (1993)
Time-variable response of groundwater radon to earthquakes.- Geophysical Research Letters, Vol. 20 n°17.


WAKITA H., IGARASHI G., SATO T. - (1992)
Precursory and coseismic anomalies in well water levels observed for the february 2, 1992 Tokyo Bay Earthquake. - Geophysical Research Letters, Vol. 19 n° 15.


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