Mi sa che la querelle "Giuliani" ci sta sviando da quello che è invece il vero nocciolo del problema.
Fra parentesi non sono assolutamente in grado di esprimere opinioni sulla metodologia che Giuliani propone per la previsione dei terremoti: ho solo visto il video di Youtube linkato da Grasso e debbo riconoscere che non mi ha molto convinto. Come giustamente faceva notare un collega, ad essere precisi Giuliani ha toppato alla grande perché non ha previsto nulla, anzi parlava di esaurimento dello sciame. Poi Boschi dice che Giuliani aveva previsto l'epicentro a Sulmona. E poi non basta mostrare un grafico che correla i picchi di Radon con l'attività sismica. Ci vuole ben altro.
Ciò non toglie che Giuliani potrebbe aver colto qualcosa di estremamente interessante (e non del tutto nuovo, come dimostrano tanti colleghi che hanno fatto tesi di laurea su questo argomento) e auspicherei che la cosa fosse approfondita con rigoroso metodo scientifico. Adesso non è che, col fatto che abbia fallito il "dove" e "quando" della previsione, quelle che dice sono tutte frottole: andiamoci comunque piano.
Ovviamente si tratta di dati ancora preliminari e che, giustamente, Bertolaso non può prendere come oro colato ed utilizzare per pianificare evacuazioni, interventi, etc.

Però, come dicevo, mi sembra che stiamo perdendo il succo della vicenda. Mi riferisco al fatto che l'epicentro è collocato in una zona che, Giuliani a parte, era arci-nota per essere a rischio sismico. Basta andare sul sito INGV e vedere le mappe di pericolosità sismica.
La cosa era stata poi ampiamente "prevista" da McCoy ed altri su questo Forum,
Quindi, secondo me, invece di arrovellarci sul tema della previsione con le misure Radon, cosa che potremmo risolvere solo con una rigorosa attività scientifica di ricerca, dovremmo capire se il sistema della prevenzione, così come è attivo ora in Italia, ha funzionato o meno.
Allora chiedo a chi ne sa più di me:
1) Gli edifici che sono venuti giù erano stati oggetto di verifica sismica ?
2) Ha funzionato l'applicazione delle Nuove Norme Sismiche ?
3) Il terremoto, anche se di magnitudo inferiore a quella attesa, ha inferto notevoli danni, come mai ?
4) E' solo un problema di edifici privati, costruiti con vecchi metodi e sui quali non si è potuto intervenire per mancanza di fondi e di norme (ad oggi, a parte gli edifici strategici, le norme anti-sismiche non vengono applicate)
5) Possibile che la zona epicentrale sia su di una faglia attiva e che nessuno abbia mai fatto nulla per ovviare ?

Questo perché non vorrei che, a conti fatti, la responsabilità dei danni ricada ancora una volta sui geologi, con l'accusa che non sono riusciti a fornire le indicazioni su come progettare.

E mi chiedo ancora: quando entrerà in vigore la nuova normativa, avremo risolto gran parte dei problemi ?
Non vorrei infatti che, sulla spinta emotiva, il governo attuale spinga sull'acceleratore e imponga l'introduzione delle nuove Norme (come ben sapete prorogate per l'ennesima volta), quando invece sappiamo tutti che ancora non sono facilmente applicabili: provate a chiedere a qualsiasi ingegnere strutturista.
Io poi ho moltissimi dubbi su come dovremmo operare noi (parlo dell'effettiva validità delle MASW, per non parlare della possibilità di ricorrere a prove SPT per caratterizzare la categoria di suolo, del fatto che ci possono sfuggire variazioni locali a rischio di amplificazione, su come approccaire il problema topografico, e tante altre cose che non ho approfondito).
Quindi: "Come vedete il futuro, colleghi ?"