girando su Geoforum e su Facebook c'è da rimanere perplessi su quanto dichiarato dal cosiddetto popolo, geologico e non, con o senza ruolo istituzionale-politico.

ovviamente la perplessità è tutta personale ed in quanto tale opinabile.

Molti hanno sottolineato, anche con carattere maiuscolo, che NON si puo' prevedere un terremoto.

Ma che significa prevedere un terremoto ? o meglio, che cosa significava fino ad oggi ?

Grannisi, in altro post, riportava il significato della parola PREVISIONE, tratta dal vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli (per antonomasia il piu' prestigioso) come "Elaborazione mentale relativa al futuro, sulla base di indizi più o meno sicuri"; in pratica è la capacità di anticipare qualcosa con un certo margine di errore. Già, ma rispetto a cosa deve essere valutato il margine di errore ? nel caso di un terremoto: il tempo, l'ipocentro/epicentro e l'intensità.

Dei tre fattori quello che ha generato un vespaio di polemiche nel terremoto di ieri notte a L'Aquila è stato il primo: il tempo.
Alcuni giorni fa un "imbecille" (definizione del Capo della Protezione Civile Bertolaso) aveva previsto un evento disastroso con l'individuazione dell'epicentro sbagliando di 50 km in linea d'aria e con un errore temporale inferiore alla settimana.

la domanda nasce spontanea: a parità di indizi più o meno sicuri (condizione necessaria ma non sufficiente) quale è l'ordine di grandezza del fattore tempo per cui si puo' dire che una previsione è accettabile ?
appurato che l'ideale sarebbe poche ore..... un anno ? certo che no; un mese, non credo; una settimana ? mhmm...

Quanto sarebbe costato evacuare a scopo precauzionale una popolazione di 50.000 abitanti per una settimana ? e quanto costerà alla comunità abbruzzese (e a quella dell'intera nazione), OLTRE AL DOLORE, le perdite di vite umane e i danni alle cose per un bilancio tutt'altro che definitivo ?

Che si debba fare PREVENZIONE credo sia la scoperta dell'acqua calda ma che si possa pensare di ragionare anche in termine di previsione di un evento sismico FORSE sarebbe il caso di rivederne il concetto se non altro in funzione di quel ordine di grandezza temporale, definibile accettabile, che Giuliani ha ridotto al minimo, o no ?


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)