Vorrei sottolineare due riflessioni evidenziate da due colleghi che condivido pienamente:

Massimo Trossero:
"Risulta di troppo difficile gestione la messa in allerta e l'evacuazione di popolazioni, con il rischio che si generino più problemi di quelli da ovviare"

Mccoy:
"C'è chi è arrivato a dirmi che non si poteva dire la verità sul centro storico altrimenti sarebbe crollato il mercato dell'immobile. Nel centro storico di l'Aquila i prezzi erano 5-6000 Euro al m^2."

E' soprattutto la riflessione di Trossero che mi porta a dire che va rivisto il concetto di ordine di grandezza temporale accettabile per una previsione; in pratica è il voler considerare necessaria per i terremoti la previsione deterministica ad essere rivista.
Nessuno ha il coraggio di dire, noi tecnici compresi, che alla luce dei numeri in gioco (popolazione residente) e dell'alta densità abitativa di alcune zone (penso alla Campania) continuare a parlare di previsioni detrministiche per i terremoti è da folli oltre che da fessi.
E intanto continua a morire la gente sotto le macerie o nel fango (vedi Sarno).

Ripeto, è ovvio che bisogna lavorare sulla PREVENZIONE perchè a L'Aquila sono crollati edifici strategici in c.a. per un sisma tutto sommato non particolarmente distruttivo, sicuramente di intensità inferiore ad altri di gran lunga più distruttivi (vedi Giappone, California, ecc). Ma questa è un'altra storia.

Capisco le difficoltà di Bertolaso e della Protezione Civile, anche se le sue affermazioni sui Giuliani della situazione andrebbero punite severamente ma è anche vero che la sua arroganza è nata dall'essersi fidato di "esperti" nel mondo accademico italiano. E li è un altro problema....


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)