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A volte sembra che il metodo scientifico su cui dovrebbe basarsi qualsiasi ricerca possa essere messo in secondo piano suffragando la più antica tecnica di previsione dell'uomo "non so come, non so perchè ma vi dico che è così".
Se non sbaglio affinchè un fenomeno possa essere scientificamente spiegato non è sufficiente la sua osservazione, ma bisogna sperimentarlo e determinare quella legge che lo regola universalmente in modo che ogni volta che si ripete inserendo i giusti valori alle variabili si ottiene il risultato cercato. Ora io non voglio dire che Giuliani sia un rabdomante, ma ha trovato la legge per la quale conoscendo l'emissione di radon si possa giungere alla previsione del terremoto e della sua intensità? Se si deve essere approvata dalla comunità scientifica e a quel punto qualsiasi Istituto di GEOFISICA dovrà applicarla; se no, benissimo hanno fatto i geofisici a non dar credito alle sue osservazioni ora e in futuro. Sembra di stare ai tempi in cui quel famoso dottore trovò la medicina contro i tumori... La GEOFISICA è una scienza e come tale ha poco a che fare con il metodo empirico.

Andrea Ciampaglia

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Dimenticavo...McCoy felice di sentirti

ciao andrea

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Condivido appieno l'analisi e lo sfogo di Marco Franceschini.
Perchè si continua a prorogare l'adozione obbligatoria delle NTC per tutti gli interventi?

Concordo con quanto detto da molti: in questi casi non conta molto la previsione (che attualmente non è possibile con il dettaglio richiesto per consentire l'evacuazione di un'enormità di persone) quanto la prevenzione, con la realizzazione di strutture antisismiche e con l'adeguamento di quelle esistenti. In presenza di strutture adeguate, un sisma come quello verificatosi in questi giorni, di intensità non elevatissima, avrebbe portato a danni limitati e a un bilancio meno disastroso dal punto di vista delle vite umane.

Per quanto riguarda il caso Giuliani, l'idea che mi sono fatto è che, nonostante alla base del metodo vi siano reali basi scientifiche, queste non sono allo stato attuale delle conoscenze in grado di dare una previsione deterministica su scala spaziale e temporale dell'evento. Previsione che forse non lo sarà mai. Il metodo potrebbe però essere utilizzato, unitamente ad altre osservazioni geofisiche, come preallerta di protezione civile, in modo da poter intervenire tempestivamente con le operazioni di soccorso.

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invito tutti alla seguente proposta:
http://www.facebook.com/group.php?gid=90415505030


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)
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Ultime mie considerazioni:

28-12-2008 http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=60866&page=3

Prima di Natale ho mandato dei messaggi sms di auguri al direttore dell'INGV di Milano ed ad un suo collega del SSN, auguri senza scossette, loro, come ho letto poi nelle interviste ai vari media, hanno logicamente minimizzato l'evento rispondendomi però con un non tranquillizzante "mo tocca a te" cioè da noi in Abruzzo dove la presenza di faglie attive silenti rappresentano la maggiore loro preoccupazione. Peccato che sia solo loro che sono poi gli esperti e non delle Amministrazioni competenti alla prevenzione.

22-03-2009 http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ub...=true#Post62469

Intanto a Coppito (L'Aquila) le abitazioni sono sopra una faglia attiva.......


27-03-2009 http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=62195&page=all

Oscar non ci meravigliamo se poi ad esempio un autorevole personaggio nazionale della sismotettonica attiva contatta un Assessore alla protezione civile di una regione ad alto rischio sismico (il più elevato in Italia, indovina quale regione?) per proporli studi sismici e l'assessore alla P.C. prima gli risponde "perchè ne vuole parlare con me?" e lui "scusi ma lei non è l'assessore regionale alla P.C.?" e l'assessore ribatte "ma cos'è l'INGV che lei rappresenta?" E lui sempre più sconfortato "E' l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia" e l'Assessore "ma allora perchè vuole parlare con me, noi nella nostra regione mica abbiamo i vulcani!".

Ora il panico e l'ignoranza sta dilagando, gli uffici pubblici a Teramo si svuotano su segnalazioni non si da da parte di chi di imminente scossa sismica letale tutto ciò lo trovo deplorevole.....soprattutto nei confronti di chi sta vivendo a l'Aquila e provincia una situazione drammatica....chi non è nella loro condizione dovrebbe dare l'esempio.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Rischio terremoto, rischio maremoto, rischio vulcanico, rischio alluvione, rischio frana, rischio ambientale etc..
Quoto ing. franceschini
Occorre lavorare BENE
QUOTO Cascone riguardo la necessità di RIvedere i concetti di prevenzione e previsione.

rischio sismico: il massimo della prevenzione è l'ottimizzazione edilizia
rischio vulcanico: il massimo della prevenzione è... il massimo della previsione, cioè prevedere esattamente il cosa e il quando,
toccà scappà..
rischio maremoto: siamo sottoposti al rischio maremoti, da parte tirrenica, adriatica e canale di sicilia; l'ETNA ha causato maremoti devastanti nel mediterraneo in età storica (enormi frane sottomarine), cosa fare? i tempi di allarme non esistono (pochi minuti), le norme tecniche... servono a niente, quindi?
rischio alluvione, frana: il fattore previsionale è essenziale.
gli studi previsionali, servono alla protezione civile in situazioni di EMERGENZA!! altrimenti devono servire alle regioni ai comuni come strumenti regolatori del territorio!!! non devo arrivare all'emergenza!!! esiste un rischio alluvione? frana? vulcanico? devo semplicemente vietare qualunque insediamento, solo strutture provvisorie, ripristinabili dopo l'emergenza. questo in linea di principio.. ma quando si comincia? come facciamo con i campi flegrei, vesuvio.. abbiamo decine di situazioni simili! trasformiamo il Paese in un eterno centro di accoglienza temporaneo?
Secondo me dovremmo cominciare una politica di dismissione.. urbanistica, un progetto a lungo termine, secolare... dove cominciamo a dismettere i centri antropici a rischio elevato, delocalizzarli. Con una buona gestione del territorio forse un giorno potremmo evitare i danni e lutti per alluvioni, con una buona edilizia potremmo limitare i danni da terremoto, per i rischi vulcanico e maremoto potremmo delocalizzare. Ma i GEOLOGI potrebbero, devono.. fare molto anche per i rischi ambientali di origine antropica. Non come emergenza!! ma prevenire: la Valle del Sacco, termodistruttori (colleferro), rischio amianto, radiazioni elettromagnetiche.etc.
Non bisogna arrivare alla bonifica.. (secondo voi Bonifica significa.. ripristino ambientale??) le installazioni industriali dovrebbero essere cerificate in modo da assicurare che le loro attività non vadano ad inquinare i suoli, le falde,etc. Gli insediamenti industriali dovrebbero essere rapportati al modello geologico del sito. La Vulnerabilità del territorio! quindi un continuo monitoraggio... prevenzione e previsione vanno a braccetto!!!
Scusate la divagazione..
I comuni devono sapere! ma non sanno.., il potenziale pericolo sismico del loro territorio, che cos'è la zonazione sismica?
devono sapere le aree più esposte al pericolo e quelle meno!
1)stratificazione storica degli edifici
2)vulnerabilità delle aree
3) pianificazione interventi
4) messa in sicurezza

ECCO I PUNTI SU CUI LAVORARE E DOVE IL RUOLO DEL GEOLOGO DIVENTA PRIMARIO. i COMUNI cosa aspettano?








Il vero coraggio è come un aquilone, il vento contrario lo fa salire più in alto
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mccoy Offline OP
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Ciao anci, ricambio i saluti.

Sembra, dalle recenti informazioni che tuttavia sono ancora scarse, che gli unici cementi armati collassati nel centro dell'aquila (di cui si ha notizia) siano l'hotel duca degli Abruzzi e la casa dello studente, entrambi ante '80 e su terreno disomogoneo (paleofrana).

Gli edifici ante '80 sono danneggiati, come il mio (ex) ufficio, con tramezzi crollati ma ancora non si sa se esistono tagli di pilastri travi e simili.

L'ospedale è stato terminato non da molto, ma il progetto originale era degli anni '60.

La prefettura, edificio strategico in quanto centro organizzativo per i soccorsi, è stata distrutta in quanto ubicata in una struttura in muratura di vecchia costruzione.

Oggi hanno pubblicato una foto di effetto sul quotidiano 'Il messaggero', la facciata della prefettura dove ancora era visibile la targa "Palazzo del governo', tra due pilastri parzialmente collassati e il resto in rovine...
Molto eloquente, non sono riuscito nenche a cercarla perchè il sito del quotidiano è intasato.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Precisazioni:

Ml (Richter)= 5.8
Mw = magnitudo momento pari a 6.3 secondo USGS e 6.2 secondo INGV:

http://cnt.rm.ingv.it/~earthquake/data_id/2206496920/event.php

poi qui abbiamo le accelerazioni di picco rilevate. A L'Aquila 0.28 g (immagino su suolo rigido quindi al netto degli effetti di sito...)

http://earthquake.usgs.gov/eqcenter/shakemap/global/shake/2009fcaf/stationlist.html#quake

guardate inoltre le accelerazioni spettrali, ad esempio a 0.3 sec. Se non ricordo male mccoy T1 = 0.1 x N, in prima approssimazione per edicifici c.a. regolari...

http://earthquake.usgs.gov/eqcenter/shakemap/global/shake/2009fcaf/

george

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Mi chiedo, ma se sul Vesuvio si innesca uno sciame sismico vulcanico, prima di evacuare aspetteremo che qualcuno riesca a determinare ora e minuto esatto dell'eruzione? O dopo migliaia di morti ripeteremo che purtroppo il momento preciso di un eruzione vulcanica non si può determinare?

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Cari Colleghi ritengo senz'altro interessanti le vostre dotte disquisizioni e quant'altro, ma vorrei farvi presente che esiste da diversi anni in Emilia Romagna la GEOPROCIV (associazione regionale dei geologi per la protezione civile).

Si tratta di una associazione volontaria dei geologi istituita dall'Ordine Regionale per adempiere a una norma di legge che prevede che gli ordini professionali s'impegnino nella protezione civile.

Questa oltre a fare annualmente diverse esercitazioni pratiche, tutte riconosciute per l'APC, in questo momento ha dei soci che stanno ormai da 24 ore operando sul terreno.

Non è forse il caso che prendiate in seria considerazione la possibilità che anche nella vostra regione sorgano associazioni analoghe.

La proposta vi viene formulata da uno che partecipò ai soccorsi in Friuli nel lontano 1976 e che lavorò in Regione Emilia Romagna ai consolidamente e trasferimenti abitati ed ai pronti interventi ( frane, alluvioni, inquinamenti) e che vi garantisce che partecipare ai soccorsi è una esperienza, oltre che tecnica, umana veramente indimenticabile.

Forza datevi una mossa !!!!!!!

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