Ciao,
il problema a mio avviso è culturale.
tra pochi giorni tutto cadrà nel dimenticatoio e ritornerà in auge la logica dell'inutilità dello studio geologico (a me piace chiamarlo così e non semplicemente relazione).
Ne conseguià che il privato, imbeccato dal geometricchio di turno, spenderà l'ira di dio per acquistare la rubinetteria di marca o il pavimento all'ultimo grido da 90 €/mq.
Di contro, inizierà a sbeffeggiare il geologo che gli dirà che la casa è poggiata a terra e che quindi è indispensabile conoscere un "pochino" meglio la natura del substrato.
Ma il privato, coadiuvato dal tecnicuccio di turno, risponderà che il terreno è buono, è tosto e che è uguale a quello delle costruzioni a fianco, per cui non è necessario spendere soldi di indagine.
H quasi 40 anni, se non erro, ricordo in Italia almeno 8 terremoti con vittime e danni (in media uno ogni 5 anni); ognuno accompagato dalle solite promesse, assicurazione, dai "mai più", dagli "era prevedibile", ma alla fine tutto torna nell'oscurantismo e i telegiornali ricominceranno a parlare dell'audience del reality e a dar spazio agli "opinionisti" delle partite di pallone, perchè, in fondo, noi simo campioni del mondo...di calci al pallone!
Saluti e buon lavoro a tutti.


Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. (Otto von Bismarck)