Vorrei tornare su un tema di più ampio respiro, che prima o poi dovremo affrontare, magari anche a debita distanza di tempo, dopo che avremo smaltito tutte le rabbie e le ire.
Al di la' del contributo che possiamo dare, in termini di invio di denaro, di collaborazione professionale e quant'altro (per inciso plaudo sinceramente all'iniziativa del mio Presidente dell'Ordine regionale che sta verificando la disponibilità degli iscritti ad aiutare attivamente le popolazioni disastrate: come giustamente faceva notare Scaglioni è il modo più giusto e adeguato di intervenire, anche contribuendo ad elevare la nostra figura professionale), ritendo che è nostro DOVERE, ognuno nei limiti delle sue competenze e capacità, di EVITARE che si ripetano in futuro cose di questo tipo, o meglio di limitare al massimo future sciagure.
Per tale motivo ho aperto un altro topic sulla voce Geotecnica, più mirato, al quale vi invito a partecipare.
Penso sia doveroso, da parte di noi geologi, analizzare con lo spirito più costruttivo del mondo, evitando quindi polemiche e quant'altro, l'applicazione delle nuove Norme Tecniche, alla luce del recente terremoto. Questo perché l'opinione pubblica ne ha sentito parlare in TV e quindi si attende giustamente che queste verranno applicate (forse verrà annullata la proroga, sulla spinta dell'onda emotiva?).
Noi tecnici sappiamo però quali sono i problemi di queste nuove norme, per cui dobbiamo far sentire ad alta voce le nostre perplessità, perché altrimenti passerà il messaggio che, una volta applicate, l'Italia sarà più sicura.
I punti deboli della nuova normativa sono tanti e vanno analizzate con la giusta attenzione. Invito quindi tutti i colleghi che hanno a cuore il futuro di questo Paese, a dare il proprio contributo, mettendo in luce proposte migliorative, o quant'altro. Ovviamente mi attendo anche un apporto costruttivo da parte del CNG, qui rappresentato da Egidio. Ripeto, senza polemiche, ma usando solo i mezzi tecnici di cui disponiamo.
Buttiamoci alle spalle le diatribe, le incomprensioni, cerchiamo di essere una volta tanto costruttivi: solo così potremo dare piena dignità alla nostra categoria, senza passare, per l'ennesima volta, per le cassandre di turno, completamente impotenti nell'incidere sulla pianificazione territoriale.

Solo una rapidissima replica a Trossero:
1) siccome le indagini geognostiche sono finalizzate alla edificazione, è automatico che noi geologi non potremmo MAI essere progettisti, quindi non potremo mai pianificare le indagini
2) a me risulta che non c'è proprio correlazione tra SPT e Vs (è il risultato finale del progetto VEL della Regione Toscana) e non che le SPT sovrastimano la categoria. Ma se anche fosse così, mi pare un approccio poco scientifico, perché allora potremmo pure infischiarcene di fare le indagini e mettere tutto in categoria D (questo è per altro previsto dalle norme, sic !)

Un ultimissima cosa: non sono un esperto in materia giuridica, ma se il Ministero LL PP la spunterà contro la sentenza del TAR del Lazio, che per fortuna ha bloccato la funesta Circolare 349, allora sarà finita: in Italia si faranno indagini in situ solo per le grandi opere, a causa dell'enorme lievitare dei costi. Per le opere minori si ricorrerà alla possinbilità di ricorrere ad indagini svolte nelle vicinanze. Se poi ci aggiungiamo il fatto che il Governo attuale vuole procedere con le autocertificazioni del progettista, secondo voi quanti ingegneri approfitteranno di questa possibilità, piuttosto che chiamare noi ?