Salve a tutti.
Premetto che non ho fatto più interventi sia per rispetto di chi sta soffrendo che, in particolar modo, per rispetto di Marco82 che con il suo ultimo post, in cui gridava tutta la sua rabbia, nel thread sciame sismico..., mi ha veramente commosso.

E’ oramai sotto gli occhi di tutti e non parlo solo dei geologi, che lo stato tensionale si va spostando sui settori adiacenti alla direttrice tettonica che ha prodotto il primo forte evento sismico del 6 http://emidius.mi.ingv.it/GNDT/P512/pictures/lavecchia.jpg (per intenderci il sisma di magnitudo 5.8 è situato sul ramo azzurro 17 immediatamente a S-W de L’Aquila). In particolare sui “rami” in corrispondenza della Valle dell’Aterno M 5.3 (vedi carta linkata) in corrispondenza del numero 17 e dopo l’evento di 4.8 delle 11,15 del 6 in corrispondenza di Monte S. Franco (tratto superiore della 9c) ora sembra che le tensioni stiano portando a far scaricare in modo importante la 9a e la 8b (sisma di questa notte M 5.1) che fanno parte della direttrice Gubbio-Sulmona e quindi diversa da quella che ha prodotto il primo sisma.
In tutto ciò va tenuto conto che come dice Georghit che le faglie tendono a scaricare . Se guardate bene la mappa il Lago di Campotosto si trova (a S-E del n. 8b) tra la direttrice su menzionata (gialla) e la direttrice M. Vettore- Gran Sasso (rossa); faglie queste che possono produrre magnitudo superiori a 6.5.

Citando Georghit, io non aspetterei più di tanto a svuotate il lago visto che tutto indica che il sisma principale ha prodotto un trasferimento tensionale a direttici tettoniche diverse.
Che aspettano? Non hanno nulla da perdere nello svuotare il lago in via del tutto precauzionale.

Ora sono il primo a sperare che queste mie considerazioni siano solo quelle di un visionario.
Scusate questo mio intervento pseudo-scientifico.
Quindi, datemi pure addosso; dite la vostra su questo tema.

P.S.
Mi dispiace che la strumentazione di Giuliani sia andata distrutta, perché questa era l’occasione per mettere alla prova il suo metodo. Però spero che la comunità scientifica affronti il suo “caso” con più umiltà e gli dia la possibilità di sperimentare insieme lo studio da lui affrontato in questi anni. NE POTREBBE VALERE LA PENA.


L'intenzione supera l'azione