io credo che quell'ingegnere avesse ragione.

quando avviene la liquefazione e quindi il crollo dello stabile, ciò avviene per instabilità all'equilibrio, perchè la sede sottostante la fondazione si liquefa, e la fondazione non ha più "appoggio".
Assistiamo notoriamente ad una rotazione rispetto alla verticale dell'edificio ma non alla rottura delle parti.
se non in parti complessivamente grandi.
ora gli edifici videoripresi erano invece totalmente distrutti con la presenza della copertura al piano campagna senza visibile abbattimento per rotazione dell'edificio, un po' troppo per parlare di liquefazione.

Liquefazione forse si potrebbe definire il fenomeno che ha fatto abbattere parte dello stabile della "casa dello studente" che mi risulta essersi appoggiato all'edificio contiguo, però a quel punto mi risulta strano che ci fossero dei limi nel sottosuolo, tutt al più delle sabbie o quindi dei calcari, ma io non conosco il territorio, quindi non saprei.
Certo se il resto dell'edificio si è mantenuto in perfetto equilibrio e se n'è appoggiato solo uno in particolare, devo credere che, o si è trattata di liquefazione, o di rottura di alcuni pilastri esterni alla base.
quando analizzavo i dati del progetto VEL della Toscana su 268 sondaggi effettuati, credo che solo in un caso si raggiunse una situazione di terreno potenzialmente liquefacibile, è un fenomeno in Italia non così diffuso, quindi tendo a pensare per la casa dello studente si sia danneggiata per motivi strutturali piuttosto che di strato di appoggio.